Il card. Ravasi a Bratislava: l’Europa deve avere il coraggio di affrontare il problema dei rifugiati

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L’Europa, con le sue grandi tradizioni culturali e religiose, «deve avere il coraggio di prendere posizione» sull’afflusso di profughi, un problema che «non può rimanere solo sulle spalle di paesi come l’Italia e la Grecia». Lo ha affermato la scorsa settimana a Bratislava il cardinale Gianfranco Ravasi, rinomato biblista e presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura.

Parlando a una conferenza sulla povertà, su invito dell’arcivescovo della capitale Stanislav Zvolensky, il prelato italiano ha detto che sono diversi gli esempi che l’Europa può imitare in questo senso, come il Libano, un paese di 4 milioni di abitanti che ospita 1,7 milioni di rifugiati. In Unione europea, con i suoi 350 milioni di abitanti, quest’anno sono arrivati circa 350.000 migranti, di cui 300.000 sono in Italia, ha notato. «Non sono numeri così catastrofici come in Libano», ha detto Ravasi. «Certo, causano problemi. Ma la vera difficoltà è che l’Europa, in generale, non ha una politica su queste questioni».

La povertà è un problema complesso, che non potrà mai essere completamente risolto, ha osservato il cardinale, secondo il quale la Chiesa in questo campo può ad esempio svolgere un ruolo importante nel migliorare la sensibilità della gente sul tema della povertà. «È una malattia del nostro tempo la mancanza di interesse e l’istinto di guardare dall’altra parte e curarsi piuttosto dei propri problemi», ha detto il porporato. Papa Francesco ha fatto molto in questo senso, rafforzando la sensibilità su questi problemi non solo all’interno della Chiesa, ma anche a livello globale, e l’influenza del Santo Padre secondo Ravasi si sta allargando e ha un forte impatto, ad esempio, sulle Nazioni Unite.

La Chiesa dovrebbe ancora di più insistere sulla necessità di essere generosi e sulla grandezza del dono, non solo in senso religioso ma civile e sociale. Un elemento, il dono, che dovrebbe essere parte dell’economia reale – che non è e non può essere solo fatta di “finanza” – e portare ogni Stato a stanziare una parte del bilancio nazionale come dono per i paesi poveri, ha detto Ravasi.

(Red)

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Foto tkkbs.sk

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