Carceri: il sistema delle cavigliere elettroniche per ora è un flop

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L’attesa rivoluzione nel sistema di supervisione dei carcerati in regime di arresti domiciliari, che si sarebbe dovuto svolgere con l’utilizzo di cavigliere elettroniche, è costata circa 22 milioni di euro, ma quasi tutte le 2.000 cavigliere acquistate sono ancora nelle loro scatole da quasi un anno, e i detenuti sono ancora sorvegliati nelle celle dalle guardie carcerarie. La promessa di liberare dalla detenzione duemila condannati per reati lievi, fatta dal ministro Tomas Borec nel corso della scorsa legislatura, è così rimasta inevasa, scriveva Sme qualche giorno fa.

Il ministero della Giustizia ha ammesso, attraverso il suo portavoce, che oggi sono appena 30 i condannati cui è stata concessa la pena alternativa a domicilio, soggetti che vengono controllati da remoto con il sistema di monitoraggio elettronico. Il dicastero, oggi gestito da Lucia Zitnanska (Most-Hid), vorrebbe, secondo il giornale, esaminare l’intera procedura che ha portato alla decisione dell’acquisto facendo intervenire la Corte dei Conti (NKU), che è attesa rivelare i risultati il prossimo anno. Il ministero intende così scoprire se si è trattato di un errore o di una previsione troppo precipitosa.

Non è chiara, scrive il giornale, perché il sistema, che vige da anni in altri paesi, sia così difficile da far partire anche in Slovacchia. Il ministero ritiene che la causa sarebbe la decisione dei giudici, che anche se hanno seguito dei corsi di formazione per l’utilizzo delle nuove procedure alleggerite, sarebbero scoraggiati dalle lungaggini burocratiche necessarie. Ad esempio, prima di concedere la detenzione domiciliare è necessario valutare attentamente se il condannato è adatto per un monitoraggio casalingo, o se il distretto nel quale egli risiede sia munito delle necessarie tecnologie di controllo strumentale elettronico, questioni che prendono almeno un mese di tempo.

Il sistema di monitoraggio mediante cavigliere elettroniche porta scarsi risultati

I costi della gestione del sistema, circa 3 milioni di euro annui, si sarebbero risparmiati con l’alleggerimento del carico negli istituti carcerari.

(Red)

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Foto: detenute nel carcere di Levoca (zvjs.sk)

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