Schengen, per l’Italia “inaccettabile” la proposta per la revisione del regolamento di Dublino

Il governo italiano è contrario all’idea di “solidarietà flessibile” che carica troppi oneri sui Paesi di primo arrivo. Gentiloni: “O si cambia o voteremo contro”

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Bruxelles – Non piace per nulla all’Italia la piega che hanno preso in Consiglio UE le discussioni sulla revisione del regolamento di Dublino. Dietro la spinta della presidenza di turno della Slovacchia, si sta infatti andando verso un’apertura alla cosiddetta ‘solidarietà flessibile’, l’idea proposta dai quattro Paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e appunto Slovacchia) per evitare di accogliere rifugiati offrendo in cambio altri contributi all’accoglienza. «Il modo in cui questa discussione è stata impostata da parte del Consiglio è un modo che noi consideriamo del tutto insoddisfacente», ha lamentato il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni che ieri a Bruxelles ha sollevato la questione nel corso di un incontro con il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans.

Così come si sta delineando, ha protestato Gentiloni, la proposta apre «a un’idea di flessibilità negli impegni presi su questioni migratorie da parte degli altri Paesi che non è accettabile» perché «carica molti degli oneri sui Paesi di primo arrivo». Per questo, ha chiarito Gentiloni, «lavoreremo per correggere questa impostazione, visto che siamo solo all’inizio del dibattito» ma se la proposta «non sarà corretta ci pronunceremo contro», ha avvertito.

Del resto, l’Italia è decisa a mettere il veto al riesame del bilancio pluriennale dell’Unione europea. Il governo di Matteo Renzi, dalle parole si è impegnato a passare ai fatti e nella discussione di ieri in Consiglio Affari generali il sottosegretario agli Esteri Sandro Gozi ha espresso la “riserva” dell’Italia alla revisione. Tecnicamente “non si tratta ancora di un veto in quanto non c’è stata una votazione formale”, ha dichiarato Gozi che ha spiegato che l’Italia “ha tenuto con coerenza la sua linea”, confermando “la riserva al riesame del bilancio pluriennale”, bilancio che senza l’accordo dell’Italia non può essere adottato perché richiede l’unanimità. Leggi più un dettaglio qui.

(Letizia Pascale, EuNews.it)

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Foto: Palazzo Justus Lipsius, Bruxelles
(europa.eu)

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