Frodi fiscali per 58 milioni di euro in due casi con oltre trenta persone coinvolte

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L’unità di polizia Cobra che agisce nei casi di criminalità fiscale ha scoperto due frodi di grandi dimensioni che venivano  realizzate con commercio fittizio di acciaio rinforzato e di pollame. Nel primo caso il danno all’erario è stato valutato in 15 milioni di euro, mentre il secondo raggiunge presumibilmente i 43 milioni. Come hanno informato oggi in una conferenza stampa congiunta il capo della polizia Tibor Gaspar e il presidente dell’Amministrazione Finanziaria Frantisek Imrecze, accuse sono state elevate contro decine di persone.

L’indagine chiamata ‘Roxor’ tratta della richiesta di detrazione di IVA e riduzione delle aliquote dell’imposta stessa attraverso transazioni fittizie di acciaio per costruzioni che coinvolgono una rete di 17 società commerciali di quattro paesi – Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. La ricostruzione della cronologia delle operazioni ha portato gli inquirenti di Cobra a scoprire l’ottenimento alla suddetta rete criminale di benefici fiscali non dovuti per 11,5 milioni di euro tra il 2011 e il 2013, cui vanno aggiunti 4,1 milioni di euro non ancora erogati. L’indagine è stata possibile grazie alla messa in opera di ben 58 verifiche fiscali (per un totale di 293 esercizi di imposta) nelle quali sono stati impegnati 61 ispettori, e i primi provvedimenti risalgono al gennaio 2013. Le ricerche, svolte in comune con i colleghi cechi, hanno portato il 7 novembre a una vasta operazione di polizia che è risultata nell’arresto di 30 persone, mentre due dei sospetti sono riusciti a sfuggire. Gli indagati, 23 slovacchi e 9 cechi, rischiano tra i 7 e i 12 anni di carcere.

L’altro caso, chiamato Hydina’ (Pollame), riguarda invece una catena di società in Slovacchia e Polonia, create per simulare il commercio fittizio di carne di pollame, ma anche maiale, manzo e soia. L’attività artificiosa, risalente agli anni 2012-2015, è stata smascherata grazie a 66 verifiche fiscali svolte da 68 ispettori che hanno rilevato una frode di imposta e assicurativa per un valore complessivo di ben 43 milioni di euro. Le indagini sono state avviate nel gennaio 2014, e il mese scorso sono stati confermati i capi di imputazione per quattro persone che rischiano 7-12 anni di galera.

(La Redazione)

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Foto bykst/CC0 

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