Commemorato venerdì il 75° anniversario dell’emissione delle leggi antisemite

olocausto-monum-bratis_(foto_vlada.gov.sk)

Venerdì scorso, Giornata delle vittime della Shoah e della persecuzione razziale, la Slovacchia ha rievocato una macchia nera nella sua storia, quando 75 anni fa, il 9 settembre 1941, fu emesso il cosiddetto “Codice ebraico” (Židovský kódex), un decreto governativo sullo status giuridico degli ebrei. I 270 articoli del codice instauravano un regime giuridico speciale ispirato alle leggi antisemite della Germania nazista, e che secondo l’Istituto della Memoria Nazionale le norme slovacche erano ancora più rigide di quelle tedesche. Le norme definivano l’origine ebraica su ragioni razziali, e non religiose, e obbligavano gli ebrei ad indossare un segno visibile sui propri vestiti, una stella gialla di David a sei punte. Inoltre, lo Stato slovacco del presidente Tiso, alleato dei tedeschi, pagava 500 marchi tedeschi per ogni ebreo slovacco deportato in Germania, scrive RSI.

Giovedì 8 settembre, con un giorno di anticipo rispetto al solito, si è tenuta presso il Teatro comunale P.O.Hviezdoslav di Bratislava la lettura (che avviene ogni anno) dei nomi dei 57.000 ebrei slovacchi vittime dell’Olocausto. Eventi commemorativi si sono svolti in alcune località del paese, il più importante quello al monumento all’Olocausto su Rybne namestie a Bratislava, luogo dell’ex sinagoga abbattuta dai funzionari comunisti quarant’anni fa per far posto al Ponte SNP, cui hanno partecipato le maggiori autorità, tra cui alti funzionari parlamentari, ministri e rappresentanti della comunità ebraica, deponendo corone di fiori.

Nella cerimonia di commemorazione il primo ministro Robert Fico (Smer-SD) ha detto che quello che è successo durante la seconda guerra mondiale è stato «un terremoto devastante contro i nostri concittadini ebrei». Quel terremoto è stato causato da persone malvagie che stavano diffondendo l’odio: «Sono sorpreso e allo stesso tempo spaventato per la facilità con cui l’odio si stia diffondendo [anche ora – ndr] in Slovacchia e sulla scena politica slovacca come dottrina politica ufficiale», ha detto.

Così Fico dopo la cerimonia sul suo profilo Facebook: «Credo che non sia necessario ricordare come nacque l’idea del 9 settembre come Giorno della Memoria e della violenza razziale. Quanto è accaduto durante la seconda guerra mondiale è stato un devastante terremoto. Mi spaventa a causa della facilità con cui si diffonde oggi l’odio. Voglio ringraziare tutti coloro che sono venuti. Non ho visto tuttavia nessun volto dell’opposizione, ma non c’è da stupirsi, dal momento che proprio la diffusione del male e dell’odio è la loro agenda politica dominante».

https://www.facebook.com/robertficosmersd/posts/544648445724319

(Red)

_
Foto: la cerimonia del 2014
(vlada.gov.sk)

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.