A Sereď commemorazione delle vittime della Shoah a 74 anni dalla prima deportazione

ebrei di Poprad inviati ad Auschwitz (1942) (foto_englishrussia.com)

Si è svolta m​artedì 22 marzo presso il nuovo Museo dell’Olocausto a Sereď (nella regione di Trnava) un omaggio alle vittime della Shoah. L’iniziativa ricordava la ricorrenza del primo trasporto di ebrei dalla Slovacchia ad Auschwitz, che ebbe luogo il 25 marzo 1942 da Poprad (nella regione di Presov). Dopo il primo treno, che deportò un migliaio di giovani donne e ragazze ebree, furono organizzati nel giro di pochi mesi 57 viaggi con quasi 58.000 ebrei.

Erano presenti rappresentanti delle autorità locali, funzionari di diverse ambasciate in Slovacchia e decine di visitatori. Nel rendere omaggio a coloro che non sono tornati dalla Shoah, nella speranza che la storia dolorosa di queste persone impedirà che accada qualcosa di simile in futuro, il sindaco di Sereď ha detto che tuttavia la questione sembra di grande attualità in questi giorni, quando uno scontro estremo di idee e opinioni «giocano a favore di coloro che promuovono soluzioni definitive, come se le esperienze del passato non fosseo un sufficiente avvertimento».

Durante l’incontro si è tenuto un minuto di silenzio per le vittime degli attacchi terroristici di Bruxelles avvenuti poche ore prima.

La prima Repubblica Slovacca applicò le leggi razziali a partire dal 1939, a pochi mesi dallo nascita dello Stato indipendente soggetto all’alleanza con la Germania nazista. Le leggi contenevano la definizione dell‘appartenenza alla razza ebrea. Il 9 settembre 1941 entrò poi in vigore il Codex Judaicus (codice ebraico), che portò alla spoliazione degli ebrei slovacchi dei diritti civili e delle loro proprietà e obbligò tutti gli ebrei di età superiore ai sei anni a indossare una stella gialla sui loro abiti. Solo nel maggio 1942, due mesi dopo le prime deportazioni, il Parlamento di Bratislava legalizzò retroattivamente i trasferimenti, insieme alle norme odiose del Codex.

Si ritiene che siano circa 71.000 gli ebrei di nazionalità slovacca deportati. Mentre secondo lo Shoah Resource Center (yadvashem.org) sarebbero circa 100 mila gli slovacchi morti nell‘Olocausto, includendo in questo numero anche coloro che in precedenza erano fuggiti all‘estero. La gran parte dei circa 15 mila sopravvissuti (4-5 mila dei quali si presume siano rimasti nascosti fino alla liberazione o inquadrati con i partigiani) sono emigrati dopo la guerra in Israele.

sered-ebrei-olocausto_(memorialmuseums.org) campo lavoro

Il campo di concentramento di Sereď, dove è stato aperto a gennaio il Museo dell’Olocausto, nacque nel 1941 come campo di lavoro e cambiò le sue finalità nel 1944 quando fu diretto da Alois Brunner, braccio destro dell’ideologo nazista Adolf Eichmann, il responsabile della messa in opera della “soluzione finale”. Nel campo transitarono circa 16.000 ebrei che furono poi deportati altrove.

(La Redazione)


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Foto: treno di ebrei per Auschwitz (Poprad 1942); sotto, l’ingresso del campo di Sered

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