Ministero Esteri: l’UE resta cruciale nel 2016 per le esportazioni della Slovacchia

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I paesi dell’Unione europea sono fondamentali per le esportazioni della Slovacchia anche nel 2016, e quindi anche della sua diplomazia economica, afferma il ministero degli Esteri in un documento che si sofferma sulla diplomazia economica nelle relazioni bilaterali che dovrebbe essere discussa presto dal nuovo governo. Oggi ben l’82,8% dell’export slovacco è diretto verso destinazioni dell’UE, da dove proviene il 62,5% delle importazioni della Slovacchia, si legge nel materiale, ha scritto ieri la Tasr.

Tra le aree che il ministero ritiene prioritarie per lo sviluppo della diplomazia economica del paese vi sono i territori del vicinato UE come i Balcani, la Comunità degli Stati Indipendenti (Russia e altre otto repubbliche ex sovietiche), i paesi del Partenariato orientale e alcuni paesi del vicinato meridionale dell’UE. Ma i rapporti economici bilaterali con la Russia, dopo i disordini in Ucraina e l’annessione della Crimea in contrasto con le strategie europee, sembrano passare in secondo piano.

Secondo le analisi riportate nel documento, i paesi in via di sviluppo e i mercati emergenti di Africa e Asia saranno leader della crescita economica globale entro il 2019, e dunque saranno oggetto di concentrazione di attività anche della diplomazia economica slovacca.

Lo sviluppo dei rapporti bilaterali nei settori della ricerca e dell’innovazione sarà soprattutto concentrata su paesi con un forte potenziale in queste aree, come Stati Uniti, Turchia, Giappone, Israele, Corea del Sud, Svizzera, Stati membri dell’UE (in particolare Germania e Paesi Bassi ), paesi Scandinavi e Cina, che ha un suo progetto di cooperazione in questo settore che coinvolge 16 paesi dell’Europa centro-orientale.

Nel settore degli investimenti, la priorità della diplomazia economica della Slovacchia sarà in particolare indirizzata ai paesi con forti investimenti diretti esteri (IDE), ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e altri Stati membri dell’UE, Giappone, Corea del Sud, Israele, i paesi del Medio Oriente produttori di petrolio, i paesi del Golfo, Singapore, Hong Kong e Cina.

(Fonte Tasr)

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