Polonia: nuovo governo aspira a leadership regionale

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Sono passate più di tre settimane da quando le elezioni del 25 ottobre hanno consegnato, attraverso una schiacciante vittoria, la Polonia nelle mani della destra nazional-conservatrice guidata da Jarosław Kaczinski e dal partito PiS (Prawo i Sprawiedliwość, Diritto e Giustizia), e già il nuovo governo, entrato in carica ieri, attraverso una serie di dichiarazioni nette nei confronti di tematiche come quelle dei rifugiati, ha già scatenato polemiche nei confronti dell’Unione Europea, il grande nemico dichiarato dell’esecutivo.

La miccia si è scatenata all’indomani dei sanguinosi fatti di Parigi, quando sia le Nazioni Unite che il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, hanno lanciato severi moniti contro quegli stati che rifiutano l’accoglienza ai rifugiati per asserita protezione della sicurezza dei cittadini e dello stato contro infiltrazioni terroristiche. Schulz in particolare è stato molto esplicito nel criticare la piega degli eventi in Polonia, a seguito anche delle dichiarazioni del neo ministro agli Affari Europei, Konrad Szimański, nelle quali di fatto il governo dichiarava nulli gli impegni presi in materia di quote rifugiati, presi dal precedente esecutivo.

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Foto: la nuova premier Beata Szydlo – CC0/Public domain

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