Lamborghini, gli 800 milioni che Bologna ha soffiato alla Slovacchia

lambo_urus_(Otis Blank NC-SA)

Ottocento milioni di euro più gli ottanta di incentivi pubblici, 500 lavoratori in più, il raddoppio della fabbrica (da 80 a 150mila metri quadri) e l’obiettivo di portare la produzione a 6 mila autovetture all’anno, dalle 2.500 di oggi. Questi i numeri messi in campo dal gruppo Audi per il Suv della Lamborghini, Urus, i cui primi esemplari usciranno dallo stabilimento di Sant’Agata Bolognese nel 2018. Un business soffiato alla Slovacchia, dove la fabbrica Volkswagen di Bratislava è stata a lungo la più probabile contendente all’interno della galassia della casa automobilistica di Wolfsburg, oggi primo costruttore di auto al mondo davanti a Toyota. Una fabbrica, quella di Bratislava, tra le più moderne del pianeta, nota per modelli Suv di lusso come quelli di Audi (Q7), Porsche (Cayenne) e presto Bentley, con la novità Bentayga. Ha vinto la filiera dell’auto di lusso italiana, quella che in pochi chilometri tra Modena e Bologna racchiude marchi da sogno come Ferrari, Maserati, Pagani e, appunto, Lambo, con decine di PMI locali che sono protagoniste della catena produttiva con la loro esperienza e know-how, qualcosa che nel resto del mondo si sognano. Leggi su Il Sole 24 Ore l’articolo di Natascia Ronchetti sulle prospettive di Lamborghini, una delle bandiere del made in Italy e del lusso italiano, con l’arrivo del nuovo modello.

https://twitter.com/LamborghiniRD/status/641040052324290560

(Red)

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Foto (part) Otis Blank cc-by-nc-sa-2.0

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