Rifondare l’Europa è più importante del debito greco

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Non è quello che ci aspetteremmo da loro. Grexit o non Grexit, accordo o non accordo, la sopravvivenza dell’Unione europea è talmente a rischio che sarebbe lecito pretendere che i leader europei mostrassero lungimiranza anziché mercanteggiare come in un bazar sull’iva negli alberghi delle isole greche e altre quisquilie del genere.

Davanti all’ascesa del nazionalismo provocata dalla crisi vorremmo che i 28 stati dell’Unione, i 19 paesi della zona euro o almeno la cancelliera tedesca e il presidente francese si impegnassero per ridare un senso al progetto di unificazione che rischia di affondare.

Mentre aumenta la tensione politica tra liberisti e keynesiani, ci piacerebbe che i leader del vecchio continente spiegassero chiaramente che la spaccatura a livello europeo tra i difensori del risanamento dei conti e i partigiani di un rilancio attraverso l’investimento (lo stesso chiesto da Alexis Tsipras davanti al parlamento europeo) sono solo il riflesso di divisioni a livello nazionale che si estendono ai vertici europei, e che dobbiamo superare queste divergenze ideologiche anziché lasciare che ci paralizzino.

Continua a leggere il pezzo di Bernard Guetta su Internazionale.it.

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Foto: Atene, 30/6/2015 (aestheticsofcrisis CC-BY-NC-SA 2.0)

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