UE: L’Europa che verrà

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Perché la Ue abbia una chance, evitando le diverse possibili “exit”, serve un cambiamento radicale nelle istituzioni e nelle politiche. Di questo dovrebbe occuparsi il documento dei “quattro presidenti”. Ma il rischio è che i governi nazionali preferiscano non fare nulla sperando che basti la Bce.

Scenario desolante

Vien da pensare che se non avessero deciso di nascondersi la verità a tutti i costi, ai governanti europei dovrebbe cominciare a mancare il sonno. La tragedia greca è diventata una noiosa partita a poker, con tanto di aperture al buio, bluff e contro-bluff; ammesso che si riesca anche stavolta a evitare la Grexit, si tratterà solo dell’ennesima soluzione di basso profilo, per ritrovarsi nella stessa situazione nel giro di qualche mese.

Il Regno Unito è ben incamminato sulla strada della Brexit, e vista l’ideologia del nuovo premier polacco, una Polexit è pure diventata possibile. Peccato che la Polonia doveva essere il prossimo candidato per l’annessione alla moneta unica e la principale testimonial dei successi europei. Come la Spagna di Mariano Rajoy, dove l’affermazione di Podemos la dice lunga sulla popolarità delle politiche economiche imposte dalla Germania all’Europa, indipendentemente anche dai relativi successi economici.

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Foto EU Parliament CC-BY-NC-ND

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