Sindacati: aumentare il salario minimo per combattere la povertà

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Il salario minimo dovrebbe essere portato a 410 euro al mese. Queste le rivendicazioni dei rappresentanti della Confederazione dei sindacati (KOZ) della Slovacchia. Loro si sono detti pronti a discutere della questione con le parti sociali, ma sottolineano che questo è un obiettivo prioritario per evitare il rischio di molti dei lavoratori dipendenti in Slovacchia di scendere al di sotto della soglia di povertà. Lo scorso anno tale soglia è stata calcolata a 353 euro al mese, lo stesso livello (352 euro, ma lordi) di legge nel 2014 per il salario minimo, che per quest’anno è stato portato a 380 euro mensili.

KOZ non crede che un aumento ulteriore dei redditi dei lavoratori possa avere alcun impatto negativo sulle imprese, o sull’occupazione, argomenti come la messa a rischio della competitività, ha detto il vicepresidente Slavomir Manga, che «sentiamo continuamente senza che nessuno lo abbia dimostrato oggettivamente».

La crescita del salario minimo è anche tra gli intenti del governo socialdemocratico. Il Premier Fico ha già fatto sapere che ritiene accettabile per il suo esecutivo un livello di 400 euro.

I sindacati credono che ancora troppe aziende in Slovacchia si approfittano della possibilità di offrire il compenso minimo di legge. Questo fatto porta ad una generale insoddisfazione per le maestranze se si aggiunge a un insufficiente livello di indennizzi per le malattie del lavoro e le problematiche di salute legate alla professione (solo 300 persone all’anno percepiscono tali indennità in Slovacchia), insieme a ferie troppo corte e alla pratica di molti datori di lavoro di far firmare ai dipendenti dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione.

(Red)

Foto blickpixel CC0-Public domain

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