Fico incontra Starace: Enel finirà Mochovce. Gabcikovo, lo Stato vuole rimborso di 492 milioni

starace-Fico

Prosegue la disputa tra governo slovacco e il gruppo italiano Enel. Dopo che, questo martedì, è divenuta effettiva la decisione del Tribunale regionale di Bratislava che stabiliva la nullità del contratto di locazione della centrale idroelettrica di Gabcikovo tra lo Stato, che ne è proprietario, e la società energetica Slovenske Elektrarne (SE), il governo ha preso posizione sulla somma che chiederà a SE quale risarcimento per gli otto anni di gestione della centrale.

Ieri il Primo ministro Robert Fico ha annunciato l’invio di una lettera alla società, della quale Enel è socio maggioritario con il 66% e gestore, chiedendo la restituzione di 492 milioni che rappresentano le somme intascate da SE nella conduzione di Gabcikovo e gli interessi. Si tratta, ha detto il Premier, di un “arricchimento ingiustificato”. Fico ha promesso “opportune azioni legali” nel caso la società rifiuti di pagare.

Oggi a Bratislava Fico ha avuto un incontro con l’Ad e direttore generale di Enel, Francesco Starace, nel corso del quale il capo del governo aveva intenzione di chiedergli di garantire che Enel limiti le interazioni con i beni di proprietà di Slovenske Elektrarne. In caso contrario, l’esecutivo era pronto a chiedere un’ingiunzione in tal senso a un tribunale.

Fico ha più volte negli ultimi tempi dichiarato che il suo esecutivo si opporrà attivamente alla vendita della maggioranza di SE in mano a Enel. Almeno fino a quando non sarà completato il raddoppio della centrale nucleare di Mochovce, che secondo le ultime stime dovrebbe essere concluso a fine 2017. Le parole del premier hanno spaventato uno dei più accreditati tra i soggetti interessati all’acquisto della quota Enel, il gruppo ceco CEZ, che ha lasciato intendere la possibilità di non presentare nessuna offerta vincolante a Roma per il termine previsto del 9 maggio se non viene risolta la questione dell’impianto nucleare.

mochovce_(iaea_imagebank-8366286795) elektrarne

Tra Fico e Starace si è parlato anche dell’intenzione del governo slovacco di riacquistare almeno una parte della quota che Enel aveva comprato nel 2006, in una privatizzazione che il premier socialdemocratico ha più volte definito svantaggiosa per lo Stato slovacco. Alla fine dell’incontro, i due hanno detto che le discussioni su tale ipotesi si terranno a Roma nel mese di giugno. Il che significa che le offerte che perverranno ad Enel nel frattempo (probabilmente dal gruppo ceco EPH, dai finlandesi di Fortran e dal consorzio slovacco-ungherese Slovnaft/MOL – MWM) saranno per il momento congelate. Fico ha anche sottolineato, incontrando i giornalisti dopo il meeting al Palazzo del Governo, che Enel si è assunta la responsabilità del completamento del terzo e quarto blocco nucleare a Mochovce. Il governo punta ad aumentare la sua quota (oggi al 34%) per controllare la maggioranza di SE, e la cosa sarebbe possibile se Enel rimane socio di minoranza, vendendo dunque solo una parte del pacchetto azionario del 66% in suo possesso. Secondo quanto ha scritto poco fa Tasr, Starace avrebbe confermato in un briefing presso Slovenske Elektrarne che Enel vuole completare Mochovce: «Il nostro impegno è molto chiaro e risoluto». Inoltre, il gruppo energetico italiano cercherà di concludere entro quest’anno la vendita di “una prima tranche delle sue azioni in SE”, negando dunque di voler cedere il pacchetto tutto intero a un solo compratore. Tra le ragioni per volersi sbarazzare della società slovacca, Starace ha citato il fatto che «è molto difficile essere azionista di maggioranza in un monopolio di produzione quando l’altro azionista è un governo che non è d’accordo con la forma di privatizzazione»; e poi, ha proseguito, è cambiata la strategia del gruppo «di focalizzazione sulle attività regolamentate, mentre SE non opera in tale settore».

Per il caso Gabcikovo, che Fico ha detto non essere stato oggetto della discussione con Starace, Slovenske Elektrarne aveva annunciato un’azione legale contro lo Stato chiedendo un risarcimento di 588,2 milioni per aver terminato anticipatamente il contratto della centrale idroelettrica, ripresa in gestione dal governo nel mese di marzo, che avrebbe garantito entrate a SE per 30 anni, fino al 2036. La società è pronta anche ad affidarsi ad un arbitrato internazionale. Il contratto le dava il diritto a trattenere il 35% dei profitti dalle vendite di elettricità della centrale. Fico sostiene che la richiesta non ha alcuna base giuridica.

“Vodná elektráreň Gabčíkovo” è la maggior centrale idroelettrica del Paese. È in funzione dal 1992 sul fiume Danubio a sud-est della capitale slovacca, ed ha una capacità installata di 720 MW, otto turbine e una produzione annua media di 2.200 GWh. Tra le ragioni per la ripresa in consegna della centrale, il governo aveva citato anche la mancata manutenzione delle turbine, che avrebbe dovuto essere iniziata nel 2012 e della quale ancora non si sapevano i tempi. Slovenske Elektrarne ha ammesso che il produttore delle turbine consigliava la revisione entro 20 anni dalla messa in funzione, ma in realtà una indagine indipendente ha valutato molto buone le condizioni degli impianti, ragion per cui le attività di manutenzione erano state rimandate di qualche anno.

(La Redazione)

Foto: sopra, elaborazione BS, sotto, Dean Calma / IAEA CC-BY-NC-ND 2.0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.