S.Elektrarne, Fico: governo ha enorme interesse ad aumento quota. Intanto CEZ si defila

Slovenske-elektrarne_(foto_Google-streetview)

Il governo slovacco è “estremamente interessato” a incrementare la sua partecipazione nella società elettrica Slovenske Elektrarne (SE), ha detto oggi il Primo ministro Robert Fico a un dibattito dell’HN Club organizzato dal quotidiano finanziario Hospodarske Noviny. A tale scopo sarà utilizzata una parte del ricavo della quota del 49% nell’ex monopolista delle telecomunicazioni Slovak Telekom, la cui vendita è partita pochi giorni fa, mentre il resto dell’incasso, stimano fino a un miliardo di euro, andrà a ridurre il debito pubblico, ha spiegato il Premier.

L’attuale quota di minoranza del 34% non è infatti di alcun beneficio per lo Stato: «non possiamo fare nulla, è tutto nelle mani del partner di maggioranza, a causa dell’impostazione data al contratto di privatizzazione della società [nel 2006 – ndr]. Slovenske Elektrarne, ha ribadito Fico, è una «società decisamente strategica» per il Paese.

Il governo insisterà allo stesso tempo perché l’azionista di maggioranza Enel, completi il raddoppio della centrale nucleare di Mochovce prima di vendere la sua partecipazione. Il governo slovacco, ha detto ancora una volta Fico secondo Tasr, «ostacolerà la vendita del 66% delle azioni della SE perché ho l’impressione che i nostri amici italiani vogliano sottrarsi alle responsabilità».

Fico ha dunque riaffermato il concetto di “ostruzione attiva” del governo al tentativo di Enel di cessione della maggioranza di SE, almeno fino a quando non saranno completati il terzo e quarto blocco di Mochovce, che secondo le ultime informazioni ufficiali fornite dall’azienda SE nell’ottobre scorso sarebbero dovute essere pronte una a fine 2016 e l’altro un anno dopo. L’uscita del Primo ministro slovacco del 17 aprile scorso in conferenza stampa era perentoria e brillava per la sua chiarezza: «Io non chiedo, ma con fermezza avverto la società italiana Enel che, se decide di vendere le azioni di Slovenske Elektrarne, non sfuggirà alle sue responsabilità così facilmente. Loro devono completare la terza e quarta unità di Mochovce», aveva detto.

Se il gruppo italiano ha ancora in programma il ricevimento delle offerte vincolanti per la vendita della sua quota in SE, che dovrebbero arrivare entro il 9 maggio, per poi procedere alla valutazione, in realtà la chiarezza di intenti del governo slovacco potrebbe aver spaventato almeno uno dei contendenti. Il gruppo ceco CEZ, che sarebbe stato in prima linea per l’acquisto, ha negli ultimi giorni fatto un passo indietro. Prima con la dichiarazione di un membro del suo Cda, e poi per voce del suo stesso amministratore delegato Daniel Benes in una intervistas concessa al quotidiano ceco Mlada Fonta Dnes, la compagnia energetica con sede a Praga ha fatto sapere che ora è molto meno probabile che presenterà una offerta per il 66% della società slovacca. «Non si può acquistare una partecipazione senza un accordo con il proprietario di minoranza, cioè con lo Stato slovacco», ha detto Benes al giornale, secondo quanto ha riportato Reuters sabato.

Nulla si sa di certo della posizione attuale degli altri potenziali compratori, ma il consorzio ungaro-slovacco MvM-Slovnaft avrebbe fatto sapere giovedì di essere ancora in corsa. Altri interessati erano la società energetica svedese Fortrum e il gruppo ceco EPH Holding, che proprio oggi ha detto di avere allo studio un accordo che soddisfi sia Enel che il governo slovacco.

(La Redazione)

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