TTIP: se il libero commercio nuoce al mercato e ai consumatori

Rotta a oriente/L’Europa dovrebbe apprendere la lezione del Trattato transpacifico, dove sono aumentati a dismisura i prezzi dei farmaci – di Joseph Stiglitz

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L’Europa nei suoi negoziati in corso sul TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) con gli Stati Uniti potrebbe imparare molto dal “gemello” pacifico Trans-Pacific-Partnership (TPP), dove alcuni problemi stanno venendo fuori, ad esempio dalla questione farmaci.

Rappresentanti degli Stati Uniti e di altri undici paesi del Pacifico si sono riuniti alla fine di gennaio per pianificare il futuro delle loro relazioni commerciali attraverso il TTP. Sebbene lo scopo dichiarato di tali trattati sia quello di rimuovere gli ostacoli al libero commercio, appare sempre più chiaro che tali ‘ostacoli’ altro non siano che le regole per tutelare consumatori, lavoratori, ambiente e salute. Potenti imprese multinazionali sembrano aver avuto un peso decisivo durante la fase istruttoria di queste negoziazioni. Quel che hanno deciso potrebbe portare a un drammatico aumento dei prezzi dei farmaci per centinaia di milioni di persone.

Fra gli argomenti discussi dai negoziatori, vi sono alcuni degli elementi più controversi del TPP – relativi al regolamento della proprietà intellettuale. Tali regole potrebbero consentire ai colossi dell’industria farmaceutica di mantenere o aumentare i profitti monopolistici connessi alla vendita dei farmaci da loro prodotti.

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Leggi anche: Stop Ttip: “Manifestiamo contro un trattato fantasma”

Foto Pixabay / CC0-Pubblico dominio

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