Il Sottosegretario Javorcik a Cesena, loda l’Italia “tradizione e innovazione” e va in Technogym

Il sottosegretario slovacco al Ministero degli Affari esteri ed Europei Peter Javorcik era a Cesena il 16 e 17 aprile per partecipare a un vertice internazionale con il collega italiano sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, che lo ha invitato, l’omologo francese Harlem Desir e il ministro tedesco Michael Roth. L’incontro aveva tra le altre cose lo scopo di fare maggiore conoscenza tra partner, in vista del vertice europeo di giugno sulla governance dell’Euro. Il programma ha previsto visite a imprese regionali che hanno particolare successo su scala europea e mondiale.

Tra le realtà locali visitate la Orogel, azienda del settore bio, e Technogym e la sua filosofia di stile di vita, sano e attivo, dove sono stati ricevuti dal presidente e fondatore Nerio Alessandri di una delle aziende simbolo del Made in Italy. Technogym ha in Slovacchia (Maly Krtis) uno stabilimento con 600 dipendenti della quale è molto contenta, e ha espresso interesse ad estendere le sue attività slovacche.

I funzionari europei hanno avuto una riunione con gli imprenditori locali e hanno sottolineato l’importanza delle regioni nel promuovere la crescita economica nell’Unione europea e l’importanza del potenziale di innovazione delle PMI nel superare la crisi economica. In una successiva tavola rotonda si è discusso anche di opportunità di approfondimento dell’Unione economica e monetaria. Lo slovacco Javorcik ha detto che «noi siamo parte dell’ala più ambizioso dell’Eurozona. Dal nostro punto di vista, non vi è necessità di rafforzare ulteriormente, ovvero di costruire, la cosiddetta unione fiscale». Riguardo alla visita in città, il Resto del Carlino ha scritto che Javorcik si è detto impressionato «per la capacità della gente di aver saputo coniugare la tradizione agricola con la straordinaria innovazione di alcune aziende».

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Dopo una visita alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, un gioiello di cui andare fieri e che ha impressionato gli ospiti, l’evento si è concluso con una conferenza davanti a circa 200 studenti delle scuole superiori della regione sulle sfide dell’UE e su come vengono percepite dai giovani in Italia. Tra i temi di maggior discussione la disoccupazione tra i giovani, le opportunità di istruzione (in particolare Erasmus), e il tema della migrazione.

Sull’immigrazione, lo slovacco ha ammesso che «Si tratta di una sfida che non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Unione Europea. Servono soluzioni europee per favorire l’integrazione degli immigrati, in modo da trasformare un problema in una risorsa. Purtroppo l’Europa vive una fase di instabilità, soprattutto a Sud e a Est, che non ci aiuta a migliorare le condizioni economiche e sociali dei paesi dai quali le persone stanno fuggendo».

Al termine dell’incontro i quattro partner hanno adottato una dichiarazione comune sulle recenti tragedie dell’immigrazione nel Mar Mediterraneo (quella terribile di domenica non era ancora accaduta). Tra le altre cose, la dichiarazione dice che «Questa tragedia riguarda l’Europa nel suo complesso e richiede una risposta europea risoluta. Essa mostra l’urgenza di sviluppare una politica migratoria europea comune e coerente, che affronti i temi del controllo delle frontiere e della stabilità e sviluppo dei paesi di origine e di transito. Tali questioni devono ora entrare nella nuova agenda europea per la migrazione».

A chiusura della sua visita in Emilia Romagna, il sottosegretario Javorcik si è spostato a Bologna ed ha fatto visita alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università, nel cui giardino è esposto un busto ad Alexander Dubcek. Il funzionario era accompagnato dalla dottoressa Renata Kamenarova, titolare del Lettorato di lingua e cultura slovacca nella sede universitaria di Forlì, che gli ha riferito della visita dello statista slovacco nella città emiliana nel 1988, dove gli fu conferita la laurea honoris causa nel 900° anniversario dell’Ateneo. La tappa bolognese, seguita da un viaggio lungo l’Italia fino a Roma punteggiato da diversi incontri con personalità della politica e della cultura, fu il primo atto pubblico di Dubcek, per giunta internazionale, dopo la sua personale eclissi ventennale causata dalla fine prematura e violenta della stagione di speranza conosciuta come Primavera cecoslovacca, quel semestre del 1968 che aveva lasciato credere a molti che fosse davvero possibile un «socialismo dal volto umano».

(La Redazione)

Nella foto in alto, la visita in Technogym con Nerio Alessandri, sotto (pagina Facebook di Sandro Gozi): Sandro Gozi, Peter Javorcik, Michael Roth alla Biblioteca Malatestiana

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