Fico ai creditori di Vahostav: faremo il possibile per interrompere il processo di ristrutturazione

Robert.Fico (foto_vlada.gov.sk)

Il Governo slovacco ha intenzione di cercare di interrompere la ristrutturazione in corso dell’impresa di costruzioni Vahostav-SK, la cui assemblea dei creditori dovrebbe riunirsi il 30 aprile per discutere il piano di ristrutturazione già approvato dal comitato dei creditori. Il Premier Robert Fico ha annunciato questo proposito sabato, dopo aver incontrato i rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle imprese di costruzione che vantano crediti verso Vahostav al Palazzo del Governo.

Nella legge che regola le ristrutturazioni aziendali dovrebbero essere incluse nuove norme sulla selezione degli amministratori fiduciari del processo di ristrutturazione, scelta che oggi è appannaggio della stessa società in difficoltà. Fico vuole invece cambiare le regole per potenziare il ruolo e la protezione dei creditori. Questi stessi creditori, quelli i cui crediti non sono garantiti al 100%, potrebbero essere organizzati in comitati, che potrebbero contrastare il grande potere decisionale delle banche – queste sì, garantite – che nel caso Vahostav compongono i tre quinti dell’unico comitato dei creditori. Fico ha annunciato sabato che al governo si sarebbe lavorato durante il weekend in modo da essere pronti alla ripresa dei lavori in Parlamento, dove è in corso dalla scorsa settimana una seduta straordinaria sul tema Vahostav e ristrutturazioni. Fico ha anche suggerito ai rappresentanti dei creditori di scegliersi una primaria società di revisione (la cui parcella sarà a carico del governo) che possa dare una occhiata da vicino ai conti di Vahostav-SK e possa garantire che la società sia effettivamente in grado di operare dopo la ristrutturazione, e di pagare la quota del 15% dei crediti come proposto nel piano quinquennale.

Nel frattempo proseguono le polemiche per l’iniziativa di Smer, partito dominante in Parlamento, di far dimettere il vice presidente del parlamento Jan Figel, leader dei cristiano-democratici (KDH) e Ministro dei Trasporti nel gabinetto di centrodestra che ha  governato tra il 2010 e il 2012. A lui Smer addebita la mancata vigilanza per la situazione attuale di Vahostav. Proprio durante il mandato di Figel, accusa Fico, sono stati vinti dalla società edile dei grandi appalti per opere di costruzioni autostradali che erano ovviamente sottocosto di diverse decine di milioni. Le offerte di Vahostav-SK erano del 40-50% inferiori ai costi stimati dal ministero e considerati prezzo base d’asta. Nessuna sorpresa, dunque, se poi Vahostav non sia stata in grado di pagare i suoi fornitori. Una tesi contestata dall’opposizione, che ha minacciato in segno di solidarietà di lasciare tutte le poltrone di capo e vice delle Commissioni parlamentari, lasciando Smer a governare da solo.

Lo stesso Fico, tuttavia, non ha nascosto, un concetto espresso più volte, che ci sia un forte odore di frode nell’operazione di ristrutturazione chiesta da Vahostav, e ha consegnato martedì scorso all’Ufficio del Procuratore generale le informazioni relative a Vahostav in possesso del governo, acquisite, ha detto, «da un’analisi dei processi di ristrutturazione visti di recente in diverse società». Una analisi che conferma chiaramente, sostiene, le responsabilità dell’allora ministro Figel, ma conferma anche che i dirigenti della società dovevano aver bene presente di non avere la possibilità di rimborsare i creditori.

La mossa aggressiva di Fico non è condivisa dagli osservatori politici, che ritengono invece si tratti di una esibizione muscolare di puro abuso di potere, e un errore politico che potrebbe costargli caro. Questa azione porterà Smer all’isolamento politico, ed è preludio di una campagna elettorale – già in corso sotto molti aspetti – per il marzo 2016 che impedirà al partito socialdemocratico di trovare alleati per governare. Gli ultimi sondaggi danno il partito Smer al 37%, con 67 deputati, e dunque impossibilitato ad oggi a un nuovo governo monocolore. L’unico che può allearsi con lui è il Partito Nazionale Slovacco (SNS), con il quale Fico ha già collaborato nel suo primo mandato (2006-2010).

Intanto Vahostav-SK ha avvertito la scorsa settimana del pericolo di finire in bancarotta, con tutte le conseguenze del caso per i 1500 dipendenti, se i creditori il 30 aprile non dovessero accettare le condizioni del piano di ristrutturazione. Diverse sono le richieste di fallimento ancora esistenti, provenienti da numerosi creditori, che sono state congelate dal procedimento di ristrutturazione.

I 44 milioni di rimborsi proposti nel piano di ristrutturazione, dice Vahostav, sono il massimo che la società sarà in grado di sostenere nei prossimi cinque anni, rispetto al debito complessivo di 136 milioni di euro. La somma proposta include i crediti dei creditori privilegiati, come la banche, che avranno il rimborso totale, mentre ai creditori chirografari, lavoratori autonomi e piccole-medie imprese edili in subappalto, potrà andare non oltre il 15% dei crediti da loro vantati. Non è possibile, secondo il direttore generale dell’azienda Martin Moravcik, garantire una maggior quota di pagamento a questi ultimi senza portare l’azienda al crac.

(La Redazione)

foto vlada.gov.sk

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