Ucraina, vita nel sottosuolo. Reportage dal Donbass scosso dalla guerra

Un reportage di Ugo Lucio Borga e Loredana Taglieri da Donetsk a Debaltseve, un viaggio negli scantinati dei rifugiati, nella nuova vita degli ultranazionalisti, tra fratture religiose e i fantasmi di una guerra europea.

Ucraina-Slovyansk_03022015_(Unicef Ukraine 16801154088 CC-BY)

Si cammina lenti, un passo alla volta, gli occhi posati a terra. Quel che resta dell’aeroporto di Donetsk è un’indecifrabile palude di ferro, basta un soffio a solle­vare migliaia di letali frammenti. Il battaglione Somalia c’è entrato questa mattina, per dare il cambio alle unità dello Sparta. Truppe d’assalto comandate dal capitano Mikhail Tolstykh, nome di battaglia «Givi». Spavaldo, corpo sottile, originario — si dice — dell’Abkazia, è il signore incontrastato di questa terra di nessuno, in cui cadaveri e macerie si mescolano in un’unica forma contorta.

A frantumare la resistenza dei corpi speciali ucraini asserragliati nell’aeroporto ci ha pensato lui, concentrando per mesi il fuoco dei suoi artiglieri sulle posizioni nemiche. Dal 9 febbraio di quest’anno un decreto restrittivo a firma di Patrizia (sic!) Mogherini sancisce che il comandante Givi è persona non grata in tutto il territorio dell’Unione Europea.

Dal primo giorno

Sasha e Dimitri combattono nel Somalia dall’inizio del conflitto. «Gli ucraini provano a entrare tutti i giorni» dicono indicando gli ultimi arrivi. Quel che resta di un missile Grad, la coda d’un proiettile di mortaio.

Cresciuti nello stesso quartiere di Donetsk, grigio come la polvere delle miniere che divora i polmoni dei loro padri, insieme si sono arruolati nei ranghi del battaglione separatista.

[…]

Leggi il report sul sito de IlManifesto.info.

Foto: Scuola a Slovyansk, 3.2.2015  (UNICEF Ukraine CC-BY 2.0)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.