Codice della strada: in vista il divieto di parcheggio sui marciapiedi

auto-parcheggi_(J.Stimpson CC-BY)

In Slovacchia è cosa piuttosto comune parcheggiare l’auto sul marciapiede. Spesso i marciapiedi risalgono a quando il traffico era ben inferiore a quello attuale, e sono di misura ben superiore alle necessità attuali dei pedoni. La perenne carenza di posteggi negli abitati, del resto, costringe gli automobilisti ad arrangiarsi come possono. Basta che rimanga libera una striscia di marciapiede di 1,5 metri, quanto basta per il passaggio di anziani e carrozzine. Ma a volte le automobile parcheggiate non lo consentono.

Il Ministero degli Interni sta mettendo le mani su una nuova regolamentazione che vieterebbe del tutto il parcheggio sui marciapiedi, che verrebbe consentito solo in casi eccezionali. Si salvano dal decreto moto e biciclette, che rimarrebbero esenti.

Per fortuna il nuovo regolamento non entrerebbe in vigore fino al 2019. Lo scopo della dilazione sarebbe quello di dare il tempo alle amministrazioni locali per fornire agli automobilisti posti auto alternativi. Ma è assai difficile che i municipi si preoccupino veramente di creare nuovi posteggi. Per due buone ragioni: da un lato, le sempre minori risorse a disposizione dei comuni per opere pubbliche, e dall’altro l’andazzo ormai comune di creare sì parcheggi, ma privati e a pagamento. Lo si è visto in diverse zone delle città, dove alle auto è stato impedito l’accesso ai marciapiedi (ad esempio con paletti) e non è stata data alcuna alternativa ai residenti che non sanno dove lasciare la vettura. Mentre in alcuni luoghi di interesse pubblico, come gli ospedali, si è vista la tendenza a dare in gestione le aree di sosta a compagnie private. Un esempio lampante sono i parcheggi dei tre maggiori ospedali di Bratislava, gratuiti fino a pochi mesi fa e oggi a pagamento.

(La Redazione)

Foto Jake Stimpson CC-BY 2.0

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