Kiska da Papa Francesco; si è parlato di fede, di valori universali e di Bezak

papa-francesco-kiska_(Foto prezident.sk)

Il capo dello Stato slovacco è stato ricevuto stamane nel Palazzo Apostolico in Vaticano da Papa Francesco, che lo ha accolto all’ingresso della biblioteca. Kiska ha detto di essere “molto orgoglioso di questo momento”, e ha salutato il pontefice a nome «non solo di tutti i credenti, ma di tutto il popolo della Slovacchia», invitandolo a «visitare il nostro bel Paese». Sapevo, ha detto Kiska secondo la nota emessa dal suo ufficio stampa, «di essere venuto da qualcuno che mi ascolterà e sarà aperto con me», e magari «vorrà darmi suggerimenti e dirmi la sua opinione. È stato esattamente così».

Il Papa si è interessato della Slovacchia, e di quello che il Paese soffre, una conversazione «estremamente profonda e piena di emozione», ha detto il presidente, con il quale si è discusso del ruolo della Chiesa, che dovrebbe portare «valori fondamentali come il perdono, l’amore, la decenza, la comprensione», un compito che il pontefice riconosce e considera importante nel mondo di oggi. Si è parlato anche, continua il presidente nella nota, «dell’apertura della Chiesa, che deve essere disponibile con tutti», e anche di temi contrastati, come il battesimo dei bambini delle madri non sposate, e dell’eucaristia per i divorziati.

Il Santo Padre ha naturalmente accennato anche al tema della fede, e Kiska gli ha raccontato la sua esperienza con la onlus Dobry Anjel, e l’incontro con genitori che, dopo aver perso i propri figli, facevano totale affidamento sulla fede. «Lì ho capito quanto è importante la fede», ha detto, nel sostenere coloro che non hanno altro a cui rivolgersi.

La visita in Vaticano di Kiska avviene nel 25° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra la Cecoslovacchia e la Santa Sede, avvenuta nell’aprile 1990 e subito seguita da un viaggio apostolico di Papa Giovanni Paolo II. A questo riguardo nel colloquio, durato 25 minuti, ci si è congratulati reciprocamente per le eccellenti relazioni tra i due Stati. Ma ci si e anche soffermati su un tema spinoso per la Chiesa slovacca, il caso dell’ex arcivescovo Robert Bezak, rimosso dal suo incarico nel 2012 senza averne pronunciate pubblicamente le ragioni. Su questo punto, che interessa una quota importante dei fedeli slovacchi, il presidente ha però informato di non poter dire nulla, essendo una questione interna della Chiesa e del Vaticano. Infine, secondo una nota della sala stampa della Santa Sede, ci si è soffermati «sull’attuale contesto internazionale, con particolare attenzione alle sfide che interessano alcune aree del mondo, specialmente il Medio Oriente, e all’importanza della tutela della dignità della persona umana».

Il presidente ha omaggiato il papa di un grande libro di fotografie della Slovacchia, opera del fotografo Filip Kulisev, in edizione speciale con la copertina placcata oro, dal quale gli ha illustrato le sedi istituzionali dello Stato e i luoghi in cui lui vive con la famiglia. Papa Francesco gli ha donato una medaglia dell’angelo della pace e una copia della Evangelii gaudium rilegata in rosso, scrive l’agenzia Askanews. In seguito all’udienza del Santo Padre, Kiska ha avuto un incontro con il sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Antoine Camilleri.

Una nota dell’Ufficio del Presidente rilasciata in vista del viaggio sottolineava come la visita confermi “l’alto livello delle relazioni tra la Slovacchia e la Santa Sede, nonché quello dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica slovacca”.

Kiska ha dunque rinnovato l’invito al Pontefice a recarsi in Slovacchia, già esteso dal suo predecessore Ivan Gasparovic, che ha avuto occasione di incontrare due volte il Papa (si trattava però di Benedetto XVI), e fu presente ai funerali di Giovanni Paolo II che in Slovacchia venne ben tre volte (nel 1990, 1995 e 2003), recandosi in visita in tutte le diocesi del Paese.

Circa quattro milioni di cittadini in Slovacchia si dichiarano cattolici, corrispondenti a circa il 70% della popolazione, che seguono la confessione di rito romano, oltre a un 4% di greco-cattolici di rito bizantino in particolare nella parte orientale del Paese. Il territorio dell’attuale Slovacchia fu evangelizzato agli inizi del IX secolo da missionari germanici, ma fu con l’opera di Cirillo e Metodio pochi decenni più tardi che l’opera di cristianizzazione fu completata.

La Chiesa slovacca vanta oggi due cardinali ancora in vita, entrambi nominati da Papa Wojtyla: Jozef Tomko nel 1985 e Jan Chryzostom Korec, già martire del regime comunista ed eroe della Chiesa del Silenzio in Cecoslovacchia, nel 1991.

Il 24 novembre 2000 l’allora governo Dzurinda, sostenuto da una coalizione di centro-destra, firmò un Concordato con il Vaticano, il cosiddetto “Accordo base tra la Santa Sede e la Repubblica Slovacca”, che in 25 articoli garantisce la libertà necessaria all’attività della Chiesa cattolica nel Paese, e stabilisce le modalità di funzionamento delle relazioni tra i due stati.

(P.S.)

S PÁPEŽOM FRANTIŠKOMDnes som sa stretol s pápežom Františkom. Pozdravil som Svätého otca nielen od všetkých veriacich,…

Posted by Andrej Kiska on Giovedì 9 aprile 2015

Foto prezident.sk

1 Commento

  1. Pán prezident, je to vynikajúce, že ste najvyšší predstaviteľ SR, ktorý nadväzuje kontakty s novým Svätým otcom. Takto totiž postupoval aj M.R.Štefánik pri vzniku ČSR, keď žiaden iný zo spoluzakladateľov ČSR (Masaryk, Beneš) neprejavil záujem o stretnutie so Sv.otcom Benedettom XV. Slovensko vždy bolo verné jeho duchovným tradíciám a duchovným potrebám jeho národa.
    S úctou
    Miroslav Musil

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