Lavrov in Slovacchia. Omaggio ai caduti sovietici per la liberazione di Bratislava

Lavrov-Kiska_(prezident.sk)

Sabato 4 aprile era in Slovacchia in visita ufficiale il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in occasione del 70° anniversario della liberazione di Bratislava (e con essa della Slovacchia intera) il 4 aprile del 1945, ad opera dell’Armata Rossa sovietica. Lavrov ha avuto diversi incontri con il Presidente Andrej Kiska, il Primo Ministro Robert Fico e il Presidente del Parlamento Peter Pellegrini.

Il capo dello Stato ha detto a Lavrov che anche se lui ha declinato l’invito di Putin a partecipare a Mosca alle celebrazioni per il 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, sia lui che il popolo slovacco hanno ben presente il ruolo svolto dai sovietici e dall’Armata Rossa nel liberare la Slovacchia dal gioco tedesco. La storia è storia, e nessuno in Slovacchia si sogna di negarla o distorcerla. Del resto, ha detto Kiska, in Slovacchia il sentimento verso la Russia e verso il popolo russo, in particolare verso l’arte e la cultura, è positivo e duraturo anche nonostante a volte le decisioni politiche portino in altre direzioni.

Kiska ha affrontato con il Ministro degli Esteri russo il tema della crisi in Ucraina, dicendo che per gli slovacchi si tratta di una questione viva e vicina, e l’annessione di forza della Crimea un anno fa, ha detto, è ritenuta una grave violazione dei principi del diritto internazionale, oltre che un enorme fattore di destabilizzazione dei rapporti Est-Ovest per la prima volta dopo decine di anni. È anche una rottura, ha ricordato, degli accordi del 1994 di rispetto della sovranità dell’Ucraina quando questa ha rinunciato al suo arsenale nucleare. Ora non resta che sperare che gli accordi di Minsk possano portare a un raffreddamento della tensione e più avanti a una situazione di riappacificazione nell’Ucraina orientale.

Lavrov, che era stato invitato in Slovacchia dal Ministro degli Esteri Lajcak durante una sua visita a Mosca nel 2012, e dunque ben prima dei fatti d’Ucraina, si è poi recato a visitare il monumento ai caduti sovietici dello Slavin, sulla cima di una collina vicino al centro storico di Bratislava, dove si è tenuta una commemorazione ufficiale con la presenza del Primo ministro slovacco Robert Fico e del presidente del Parlamento Pietro Pellegrini. Nello spiazzo intorno al monumento sono tumulati 6.845 soldati dell’Armata Rossa caduti nel 1945 per la  liberazione di Bratislava.

Qui Robert Fico ha sottolineato che lo Slavin non commemorare una ideologia, ma la vittoria e il coraggio di uomini che hanno sacrificato la loro vita «per salvare la vita dei nostri genitori, nostra e dei nostri figli».

Il ministro russo, prendendo la parola, ha espresso gratitudine al governo slovacco per preservare la memoria e il ricordo dei soldati caduti e per la cura con cui sono mantenute nel sito le loro tombe. La Russia e la Slovacchia condividono la stessa opinione sulla guerra, ha detto Lavorv, e cono concordi sull’idea che il mondo deve fare tutto il possibile per impedire che si ripeta di nuovo un episodio di sangue così immane come quello della seconda guerra mondiale. Dobbiamo evitare che accada di nuovo, e far sì che l’ONU mantenga un ruolo centrale nella supervisione della sicurezza nel mondo, ha detto il ministro. Lavrov ha poi decorato alcuni veterani slovacchi della seconda guerra mondiale con medaglie commemorative.

Lavrov-Pellegrini-Fico_(nrsr.sk)

Mentre centinaia di persone erano presenti con bandiere slovacche e russe, alcune decine di attivisti protestavano contro la Nato. Mentre Amnesty International aveva tenuto un sit-in davanti al Palazzo presidenziale a sostegno dei diritti umani in Russia.

Il Presidente Kiska non era presente alla cerimonia, ma si è recato a rendere omaggio ai caduti sovietici allo Slavin in un altro momento, insieme al sindaco della capitale Ivo Nesrovnal e al governatore Pavol Freso. L’Ufficio della Presidenza in una nota ne ha spiegate le ragioni: non è arrivato nessun invito ufficiale alla cerimonia del governo.

Anche il Ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak ha incontrato il suo omologo da Mosca. Lajcak ha ricordato dopo l’incontro che non è possibile parlare di Ucraina, come di tutte le maggiori questioni globali, senza coinvolgere la Russia, che è un attore globale del giorno d’oggi. Vogliamo che la Russia sia inclusa nella «ricerca di soluzioni per tutte le crisi e i problemi del mondo», ha detto il ministro slovacco. La via per la pace in Ucraina, ha sottolineato, sta nel rispetto degli accordi di Minsk. «Solo il dialogo tra tutte le parti può portare a un affievolimento delle tensioni nel sud-est dell’Ucraina».

La stessa opinione è condivisa da Lavrov: solo Minsk, con tutte le sue fasi (e non solo quella relativa al cessate il fuoco) può risolvere la situazione, mentre sarebbe sbagliato pensare a soluzioni militari. La normalizzazione dei rapporti tra Mosca e l’Unione europea darebbe anche spazio per una cooperazione tra i due maggiori attori della politica europea su altri teatri, come quello mediorientale.

(La Redazione)

Foto: prezident.sk, nrsr.sk

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