Fico: non riconosceremo il Kosovo. Serbia pronta a processo integrazione UE. Vucic: in UE nel 2020

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Il Premier Robert Fico ha ribadito ancora una volta la posizione della Slovacchia sulla questione dell’indipendenza del Kosovo, non lasciando alcuno spazio per una sua correzione, almeno a breve termine, nel colloquio con il Primo ministro serbo Aleksandar Vucic in visita ufficiale in Slovacchia la scorsa settimana. La Slovacchia è da sempre contraria al riconoscimento del Kosovo, una posizione condivisa con altri quattro paesi membri dell’UE (Spagna, Romania, Cipro e Grecia. La Serbia oggi è impegnata in colloqui con l’Albania su varie questioni, ma non cambia il suo atteggiamento sull’indipendenza del Kosovo, ha detto Vucic.

L’apertura di un canale di discussione tra le due entità è del resto una via obbligata per Belgrado come richiesto dai protocolli siglati con Bruxelles nel cammino di avvicinamento della Serbia all’Unione Europea. Robert Fico da parte sua ha accolto favorevolmente l’apertura e il dialogo dell’attuale politica serba, anche perché, ha detto, è necessario tenere separare le relazioni di vita quotidiana da quelle che sono le norme di diritto internazionale.

Fico ha sostenuto che la Slovacchia ha sempre e continuerà ad appoggiare gli sforzi di integrazione della Serbia, che può avere un ruolo fondamentale di stabilizzazione dell’intera regione. La Serbia è pronta ad avviare il processo di adesione all’UE, secondo il Primo ministro slovacco, in particolare il capitolo 32 che si occupa di controllo finanziario, mentre non sarebbe giusto a suo parer chiedere prima il rispetto dei capitoli 23 e 24, che trattano dello stato di diritto, la corruzione e la giustizia, argomenti considerati i più difficili per Belgrado.

Vucic ha espresso ringraziamento alla Slovacchia, che si è sempre posta a fianco della Serbia nei momenti difficili e anche in questa fase importante di transizione per l’accesso alla comunità europea.

Vucic ha poi partecipato a Bratislava a un Business forum Slovacchia-Serbia, dove si è stabilita la necessità di una maggiore cooperazione economica tra i due paesi, visti anche i legami storici tra Slovacchia e Serbia, la vicinanza delle lingue, e la presenza di una forte e integrata minoranza slovacca in Serbia, nella regione autonoma della Vojvodina, definita “ponte naturale tra i nostri paesi”, dal Ministro delle Finanze Peter Kazimir.

Il capo del governo serbo Aleksandar Vucic vede possibile nel giro di breve arrivare a portare gli scambi bilaterali a 600 milioni di euro, cosa fattibile nel giro di un paio di anni, per poi puntare in seguito a 1 miliardo di euro.

A sostegno degli sforzi di integrazione della Serbia si è espresso anche il Ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak, già rappresentante UE nei Balcani, che ha sottolineato come la Slovacchia intenda fornire tutto il supporto possibile alle autorità serbe condividendo la propria esperienza nel processo.

(Red)

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