25 anni dalla Rivoluzione di velluto, i vescovi: serve un paese che garantisca una vita dignitosa

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Il messaggio della Conferenza Episcopale della Slovacchia (KBS) inviato il 17 novembre in occasione dei 25 anni dalla caduta del comunismo porta, oltre al ricordo dei fatti e delle vittime del regime, un invito a costruire un Paese in cui tutti possano vivere una vita dignitosa.

I vescovi non vogliono dimenticare le vittime perseguitate in quattro decenni di regime comunista a causa della loro fede, coloro, si legge nella nota, «che sono stati perseguitati e imprigionati». «Guardando al passato, proviamo gratitudine per chi ha rivelato la verità e ha destato speranza in una vita libera».

Apprezzamento viene espresso per «tutti i cambiamenti positivi che sono avvenuti nella nostra società a seguito della Rivoluzione di Velluto, per il fatto di poter liberamente professare la nostra fede ed essere diventati parte imprescindibile del processo di integrazione europea».

Ora le sfide più grandi, ricordano i presuli slovacchi, sono «la difesa dei valori umani essenziali, le politiche familiari, la questione demografica, la costruzione di uno Stato con un’economia sociale di mercato, e il rinnovamento della fiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche».

Infine, un invito a tutti gli interlocutori pubblici e a tutti i cittadini a costruire un Paese in cui la gente possa vivere una vita dignitosa.

(Fonte Sir Europa)

Foto: novembre 1989 a Bratislava (da video Youtube)

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