SDKU: il declino di un partito importante

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A dispetto dell’attività intensa del capogruppo in Parlamento Ludovit Kanik, l’Unione slovacca democratica e cristiana-Partito democratico (SDKU-DS) ha visto nell’ultimo periodo un forte drenaggio di deputati che lo ha portato oggi, dopo 15 anni di “onorata” carriera, nella condizione di essere sciolto come gruppo parlamentare autonomo. La fuga di diversi parlamentari, dovuta alla contestata leadership di Pavol Freso ritenuta poco “democratica”, troppo personale e non rispettosa della volontà espressa dai membri della direzione del partito, ha fatto sì che in poco più di due anni quattro dei suoi deputati lasciassero la divisa di SDKU per ingrossare le fila degli indipendenti, portando il numero di deputati “ufficiali” del gruppo sotto la soglia minima.

Con la notizia di oggi dell’uscita di Martin Fedor dal partito, il gruppo parlamentare di SDKU può contare su soli 7 deputati, mentre la Costituzione slovacca prevede che l’esistenza di un gruppo parlamentare sia condizionata alla presenza di almeno 8 membri. Erano 11 gli eletti SDKU nel 2012, ottenuti con il 6% dei voti, già allora una batosta piuttosto violenta rispetto ai fasti passati per un partito che ha guidato la destra slovacca e due governi tra il 1999 e il 2004, e un terzo finito in anticipo nel 2010, e ha nel suo carnet due presidenti del consiglio: Mikulas Dzurinda e Iveta Radicova, oggi tornata a vita privata e all’attività accademica. A dare il “la” a questa debacle fu il presunto coinvolgimento di Dzurinda e del partito nell’affare Gorila, i cui documenti (trascrizioni di registrazioni dei servizi segreti di incontri tra affaristi – gruppo Penta – e diversi politici e funzionari di Stato) furono pubblicati nel 2011 ma che riguardano fatti risalenti al 2005-2006

«Sono entrato nel partito perché significava speranza per la Slovacchia, ma anche perché era una garanzia di una politica moderna ed affidabile. Oggi non ritengo che sia più lo stesso partito». Tra le ragioni addotte da Fedor, il fallimento dell’azione di sfiducia del leader Freso al recente congresso, dove non si sono trovati i numeri per mandare a casa l’attuale governatore di Bratislava.

Era da giorni che si vociferava di altre fughe, e dunque del rischio per il gruppo parlamentare di finire dissolto. In realtà questo avrebbe già dovuto succedere quando Dzurinda e l’ex Ministro delle Finanze Ivan Miklos hanno lasciato il partito mesi fa, decidendo però allora di accettare l’invito a rimanere parte del gruppo SDKU, e dunque mantenendolo in vita. Oltre a questi, altri nomi di prestigio che hanno lasciato il partito sono l’ex Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (accolta con tutti gli onori da Most-Hid), Magda Vasaryova e Miroslav Beblavy.

(La Redazione)

Nella foto: Miklos, Dzurinda, Zitnanska

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