Governo: approvata la nuova politica energetica. Raddoppio del nucleare a Bonuhice

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Ha passato il vaglio del Consiglio dei ministri la scorsa settimana un documento strategico che prevede una nuova politica energetica per la Slovacchia. Nel documento, tra le altre cose, si prevede la costruzione di una nuova centrale nucleare in località Jaslovske Bohunice, e la creazione di nuovi impianti idroelettrici sui fiumi Vah e Ipel. Viene anche prevista la graduale inibizione graduale del sostegno alle fonti rinnovabili con prezzi di rimborso più elevati.

La nuova politica energetica, che andrà a sostituire quella adottata nel 2008, definisce obiettivi e priorità principali del settore energetico fino al 2035, con prospettive che si spingono fino all’anno 2050. Si conta, come detto, su una nuova centrale nucleare a Jaslovské Bohunice, nella regione di Trnava, dove già è in funzione l’impianto V2 mentre il più vecchio V1 è in fase di smantellamento dopo il suo spegnimento nel 2007. Ma viene anche messa nero su bianco l’idea di progettare una centrale idroelettrica a Sereď (sempre nella regione di Trnava) e la costruzione di una centrale idroelettrica di stoccaggio sul fiume Ipel. Si legge anche che il paese dovrebbe rivalutare la possibilità di utilizzare meglio il potenziale idroelettrico del Danubio sopra Bratislava. E si suggerisce di cessare di sostenere l’energia prodotta da fonti rinnovabili con prezzi di rimborso più elevati dopo il 2020. Il Paese dovrebbe invece, dice il documento, preferire quelle fonti di energia rinnovabile che non hanno fluttuazioni significative di produzione e il cui costo si avvicini il più possibile ai prezzi di mercato.

Le priorità della politica in Slovacchia dovrebbero concentrarsi sulle biomasse e sulle piccole centrali idroelettriche. Il documento include anche il progetto di costruire gli impianti eolici – la cui costruzione è attualmente interrotta – col sistema dell’asta inversa o al ribasso. Gli impianti fotovoltaici, dovrebbero essere costruiti solo sopra gli edifici, e lo Stato non sosterrà le centrali elettriche con una potenza superiore a 10 kW.

Quanto al gas, la nuova politica energetica prevede la costruzione di gasdotti con la Polonia e l’Ungheria progetti che non sono una novità in quanto i lavori sono in parte già iniziati. Il collegamento con l’Ungheria dovrebbe vedere l’inizio della costruzione all’inizio del prossimo anno, mentre il gasdotto con la Polonia, che costerà più di 142 milioni e che è stato dichiarato di interesse comune dell’UE, è attualmente in corso di realizzazione.

Nel documento di politica energetica è anche il progetto di oleodotto tra Bratislava e Schwechat (Vienna), e la ricostruzione dell’oleodotto Adria.

(Fonte Sita)

Foto Alsen@Pixabay

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