Accordo tra i soci dell’editore del quotidiano Sme, Penta va in minoranza

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La tanto criticata acquisizione della casa editrice Petit Press da parte dell’agenzia di stampa privata Sita insieme al gruppo finanziario Penta ha trovato in questi giorni uno sbocco che è sfociato in un accordo con l’altro azionista Prva Slovenska Investicna Skupina (PSIS), che con il suo 50% aveva il diritto di prelazione sulle quote della società.

L’acquirente dell’editore (tra gli altri) del quotidiano Sme, uno dei più prestigiosi, e del giornale in lingua inglese The Slovak Spectator, è formalmente la società Namav controllata da Sita, ma a fornire le finanze per l’acquisto è stato il gruppo Penta, che già pochi mesi fa aveva messo le mani in Slovacchia sugli editori Trend holding (la sua punta di diamante è il settimanale economico Trend) e Spoločnosť 7 Plus (che pubblica tra gli altri il magazine Plus 7 DNI e il tabloid quotidiano Plus Jeden Den). A vendere il proprio 50%, pare per un importo insolitamente alto (si è parlato di 15 milioni di euro), è stato l’editore tedesco Rhenische Post.

Da parte sua, l’altro socio PSIS di Peter Vajda aveva deciso di non esercitare il suo diritto di prelazione, avendo interesse solo all’acquisto di un 10% di azioni per avere una comoda maggioranza. Se non ha raggiunto un accordo con i tedeschi, Vajda ha però convinto ora Namav a cedergli il 5%, così da portare la quota di Prva Slovenska Investicna Skupina al 55%. Una mossa potenzialmente anche suggerita a Penta e Sita dall’esame dell’operazione in corso ora da parte dell’Autorità anti-monopoli, la cui approvazione non sarebbe necessaria per l’acquisto di una quota di minoranza.

All’atto del passaggio di mano l’intera dirigenza editoriale del giornale aveva fatto le valigie e se ne era andata, lasciandosi dietro una lettera aperta firmata da 60 redattori del giornale. Contestavano al gruppo Penta, coinvolto in presunti scandali di alto profilo negli anni passati, la volontà di voler controllare la stampa nazionale. Il capo redattore Matus Kostolny, che era a Sme da vent’anni, ha suggerito l’intenzione di creare un nuovo quotidiano indipendente insieme ai suoi quattro uomini più fedeli.

Ma l’accordo con l’altro socio darà ora a PSIS il completo controllo della gestione editoriale della casa editrice, che rimarrà sotto la guida del co-fondatore di Sme, e presidente del CdA, Alexej Fulmek. A Namav rimane il potere di vigilanza, e il diritto, che si è riservata, di riacquistare il 5% dopo tre anni (nel 2017) anche senza l’accordo con l’altro socio.

(La Redazione)

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