L’Ambasciata commemora le Forze Armate e la fine della Grande Guerra

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Si è svolto ieri presso la Residenza dell’Ambasciata d’Italia un incontro in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate italiane, occasioni festeggiate in Italia il 4 novembre, nel quale ricorreva il 96° anniversario della fine della prima guerra mondiale. Hanno partecipato, oltre alle autorità italiane in Slovacchia, le autorità militari dell’Italia (che risiedono a Vienna) al completo e diversi rappresentanti delle forze armate e della difesa slovacchi e autorità militari di numerosi altri paesi accreditati in Slovacchia.

In particolare, erano presenti insieme ad altri il generale Amedeo Magnani, Addetto per la Difesa e per l’Aeronautica presso la sede di Vienna (Austria) e di Military Advisor presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), che ha sostituito il generale Azzolin rientrato a Roma, e il colonnello Marco Centritto, Addetto per l’Esercito.

Nel suo intervento di saluto ai presenti, l’Ambasciatore Martini ha ricordato «tutti i soldati che persero la vita in quel terribile conflitto» rappresentato dalla prima guerra mondiale, in un anno, il 2014, che «segna l’anniversario dei 100 anni dal suo inizio», una guerra durante la quale «il governo italiano per primo riconobbe le legioni Ceco-Slovacche».

«Oggi l’impegno delle nostre Forze Armate è finalizzato ad assicurare la pace a livello internazionale e alla realizzazione di difficili missioni umanitarie e civili, compresa la gestione delle calamità naturali. In particolare le nostre unità militari, di Italia e Slovacchia, lavorano insieme per il compimento, con successo, di operazioni di peace-keeping delle Nazioni Unite in tutto il mondo (sono più di 1200 i militari italiani sul campo), e più in generale per affrontare le molteplici sfide alla sicurezza internazionale e la presenza di nuove pericolose minacce».

Sentiamo dunque doveroso a questo riguardo, ha detto Martini, «associarci al sincero omaggio a tutte le famiglie dei militari caduti in servizio anche quest’anno espresso l’altro ieri a Roma dal ministro italiano della Difesa Roberta Pinotti».

«La nostra gratitudine va anche alle unità militari che hanno effettuato l’operazione “Mare Nostrum” nel Mediterraneo per affrontare i problemi urgenti dell’emigrazione dal Nord-Africa, con la perdita in mare di molte vite di immigrati». «Il nostro pensiero va anche», ha concluso Martini, «ai Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sperando in una rapida conclusione delle loro vicende».

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In occasione della festività dei defunti del 2 novembre, sabato 1° novembre le autorità civili e militari dell’Ambasciata hanno reso onore agli italiani sepolti nel quadrante italiano del cimitero di Samorin, vicino a Bratislava. Nell’area, del cimitero concessa dalle autorità locali, dove campeggia un monumento in marmo nero con la dedita “L’Italia ai suoi caduti in Slovacchia”, sono inumate le salme di quasi 2mila militari italiani, per lo più internati in strutture della regione, periti poco prima della liberazione dopo la fine della prima guerra mondiale a causa di malattie o epidemie. Il primo cippo a memoria dei loro compagni defunti, ancora esistente nel quadrante, fu posto nei primi anni ’20 dai soldati che sopravvissero e poterono rientrare dalle loro famiglie in Italia.

(La Redazione)

Nelle foto (Ambasciata d’Italia): in alto, l’Ambasciatore Martini tra il col. Centritto (a sx) e il gen. Magnani, e sotto Martini con il generale Magnani a Samorin.

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