Penta compra con Sita l’editore del quotidiano Sme: il vertice della redazione se ne va

Penta group (BS)

Il 50% del quotidiano Sme, tra i più popolari in Slovacchia, è stato venduto insieme alla casa editrice Petit Press a Namav, società controllata dell’agenzia di stampa SITA, costituita nell’agosto di quest’anno. Nell’operazione il gruppo finanziario Penta si presenta come “partner finanziario nella transazione di SITA e Igor Grosaft” (il proprietario di SITA), secondo quanto si legge in un comunicato stampa del gruppo.

Penta, che quest’anno ha già acquisito in Slovacchia gli editori Trend holding (la sua punta di diamante è il settimanale economico Trend) e Spoločnosť 7 Plus (che pubblica tra gli altri il magazine Plus 7 DNI e il tabloid quotidiano Plus Jeden Den), ha detto di essere stata tirata dentro l’affare da Grosaft che già da un po’ ci stava pensando. A vendere la sua quota, pare per un importo insolitamente alto (si parla di 15 milioni di euro), è stato l’editore tedesco Rhenische Post, mentre l’altro socio, Prvá slovenská investičná skupina (PSIS) di Peter Vajda, rimane in azienda ma ha deciso di non esercitare il suo diritto di prelazione, limitandosi ad offrire ai tedeschi l’acquisto di un 10% per portarsi a una comoda maggioranza del 60%, ma non si è giunti ad un accordo. L’operazione di SITA, con i soldi di Penta, dovrà ora passare il vaglio dell’Autorità anti-monopoli.

L’attuale dirigenza di Sme (il redattore capo e i suoi quattro vice) si è dimessa martedì, dichiarando sul sito opentat.sk che «con l’acquisto del gruppo Penta compra un nuovo strumento per influenzare l’ambiente legislativo che è fondamentale per il suo successo in settori altamente regolamentati, come la cura della salute. Questo crea un conflitto di interessi per i giornalisti» e per il giornalismo indipendente e libero. Il gruppo di investimento Penta, che ha interessi in diversi settori in Slovacchia e altri paesi dell’Europa centro-orientale (immobiliare, sanità, industria aerospaziale, industria meccanica, banche e finanza), è noto (anche) per le sue connessioni con il mondo della politica ad alto livello. Il suo socio Jaroslav Hascak appare nel dossier dei servizi segreti dal nome in codice Gorila, pubblicato anonimamente su internet nel dicembre 2011 ma mai confermato, come uomo chiave di queste relazioni con i top manager di aziende di stato e alti funzionari di diversi partiti e di governo.

Il capo redattore Matus Kostolny, che era a Sme da vent’anni, avrebbe intenzione di creare un nuovo quotidiano indipendente insieme ai suoi quattro fedeli. Kostolny aveva scritto una lettera aperta la settimana scorsa, ove minacciava le dimissioni se Penta avesse comprato l’editore. La lettera era stata sottoscritta da più di 60 redattori del giornale.

Da parte sua Penta afferma di non essere il proprietario della quota, ma soltanto un partner finanziario di Namav, e ritiene che la reazione “prematura ed eccessiva” dei giornalisti sia del tutto ingiustificata. Penta ha dichiarato di apprezzare pienamente il valore del giornalismo indipendente e di essere pronto a rispettare la continuità gestionale. SITA sarebbe disponibile ad agire quale azionista di minoranza in Petit Presse, il che darebbe modo di proseguire con l’attuale dirigenza editoriale.

(Fonte RSI/Rtvs)

Immagine: BS

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