Gas, 50% in meno da Mosca. Fico: è una nostra priorità, i consumatori stiano tranquilli

fico-gas-ucraina-vojany_(foto_vlada.gov.sk)

È già dal 5 settembre scorso che il gas dalla Russia arriva in quantità ridotta. Generalmente un 10% in meno rispetto alle aspettative del maggiore distributore di metano del paese, la SPP (Slovensky plynarensky priemysel), ma comunque in misura sufficiente a rispettare tutte le richieste e anche, nel frattempo, a riempire i serbatoi sotterranei, cosa possibile grazie a una domanda globale inferiore agli anni scorsi. Ma da mercoledì SPP ha segnalato un cambio di marcia, in negativo, con un calo repentino del 50% del flusso di oro blu dall’Ucraina.

Il Primo Ministro slovacco Robert Fico, parlando dopo una sessione del governo convocata in tutta fretta ieri (giovedì), ha detto che c’è tuttavia la garanzia che tutti i consumatori di gas del paese – imprese e famiglie – avranno le loro consegne in base alle esigenze. È infatti una priorità del suo governo, ha detto, assicurare le forniture con gli stock di sicurezza. Al momento i serbatoi sotterranei dispongono di 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, che permetterebbero di passare l’inverno senza necessità di ulteriori acquisti, nel caso di uno stop totale del flusso da Gazprom attraverso il gasdotto . Nel frattempo, in seguito al taglio del gas russo SPP si è subito mossa sul mercato spot europeo per acquistarne (da E.ON) in modo da coprire il consumo corrente. Il contratto firmato da SPP è per 2 milioni di metri cubi al giorno nei periodi di punta, ha detto il Premier.

Il calo è arrivato ieri al 51,5% rispetto al livello normale del flusso che dalla Russia attraversa l’Ucraina. Se questa situazione dovesse persistere anche nei prossimi giorni, Fico ha intenzione di convocare una sessione straordinaria del Consiglio dei ministri.

Fico ha detto anche che intende relazionarsi con la Commissione europea per capire come procedere in questa situazione.  Secondo quanto ha pubblicato Ansa, Fico avrebbe detto che si tratta di «uno strumento di lotta politica». Oltre alla Slovacchia, anche Ungheria, Polonia e Romania avrebbero rilevato consegne inferiori allo standard.

Il portavoce del gigante russo Gazprom, Sergei Kupriyanov, aveva detto che «i livelli di fornitura sono rimasti stabili negli ultimi 10 giorni», per una quantità giornaliera di 48,1 milioni di metri cubi. Una posizione di diniego dei rilevamenti di SPP già vista nelle scorse settimane. Nel frattempo, l’amministratore delegato di Gazprom Alexey Miller ha fatto sapere – secondo quanto scritto da La Voce della Russia – che le lamentele dei clienti europei sulle mancate forniture riguardano volumi supplementari, mentre gli obblighi contrattuali sono pienamente onorati dalla compagnia energetica. Gazprom, ha detto ancora, non è obbligata a rispettare le richieste riguardanti forniture di gas supplementari.

La Russia ha anche minacciato recentemente i paesi UE che riesportano il gas in Ucraina (Slovacchia in prima linea grazie al nuovo gasdotto per il reverse-flow, con 779 milioni di mc, ma anche in misura ben più limitata Polonia e Ungheria) di non poter garantire le consegne se avessero continuato a dare gas a Kiev.

(La Redazione)

Foto governo slovacco – vlada.gov.sk

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