Tagli agli stipendi dei deputati? No grazie.

Il Premier slovacco Iveta Radicova

Il Premier slovacco Iveta Radicova

La condizione non semplice delle finanze pubbliche costringe a trovare soluzioni per tagli e risparmi. Il Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS) sta cercando di capire come si può risparmiare sugli stipendi parlamentari, ma non sarà semplice trovare l’appoggio per questa manovra, dato che ci sono opposizioni anche tra i deputati della coalizione. «Se i mezzi di comunicazione iniziassero ad analizzare gli stipendi della Banca Centrale (NBS), gli si aprirebbero occhi», ha detto Julius Brocka (Democratici-cristiani / KDH). Il Vicepresidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (KDH) non considera i redditi dei parlamentari  come qualcosa di straordinario di cui discutere. Bela Bugar, leader di Most-Hid, è stanco del dibattito. «È possibile sostenere qualsiasi cosa, ma voglio vedere come il Governo e i Ministri risparmieranno!», ha esclamato.

Mentre il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU) sta valutando di imporre tasse sulle cosiddette compensazioni forfettarie, che possono raggiungere 1.608 euro al mese a seconda della residenza del deputato, il suo collega di partito Stanislav Janis non è d’accordo. Secondo lui, le compensazioni non possono essere considerate stipendio. Brocka aggiunge che tassare i compensi può essere considerata una doppia imposizione. Le indennità forfettarie sono designate a coprire le spese dei parlamentari per il taxi, la propria auto, la partecipazione a conferenze o l’acquisto di libri.

Lo stipendio base dei deputati raggiunge 2.900 euro al mese, mentre il Presidente, i Vicepresidenti e i capi di commissione hanno diritto a bonus extra.

(Fonte Sme)

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