Kiska diventa presidente, smacco per Fico

È Andrej Kiska il nuovo Presidente della Slovacchia per i prossimi cinque anni. La notizia è divenuta una certezza quando ancora lo scrutinio delle schede elettorali erano al 50% del totale. Una evidenza che ha fatto uscire allo scoperto anche il Premier Robert Fico in largo anticipo sulle previsioni. Dalla sede del suo partito Smer-SD, Fico non ha voluto attendere i risultati ufficiali e finali, e a denti stretti, visibilmente irritato, intorno alle 23:30 ha riconosciuto la sconfitta dicendo ai media presenti, e alle molte telecamere: «Prima di tutto vorrei congratularmi con il vincitore, e poi naturalmente intendo ringraziare chi mi ha sostenuto e votato». Fico, prima di andarsene a casa di tutta fretta, ha aggiunto che ora serviranno alcuni giorni per analizzare il significato di questo risultato per lui e per il partito socialdemocratico.

Kiska ha atteso a fare dichiarazioni fin quando lo scrutinio dei voti era oltre l’85% e il suo vantaggio su Fico era intorno al 20% dei voti scrutinati, dunque a giochi fatti. Emozionato, con la voce un po’ stridula, interrotto di quando in quando dalle grida di gioia dei presenti, il neo-presidente ha detto: «Tutto quello che voglio dire è che manterrò la mia promessa di essere il presidente di tutti i cittadini, che voglio unire e motivare le persone e portare decenza sulla scena politica slovacca».

Kiska, che è il primo candidato alla Presidenza indipendente e senza precedente esperienze in politica (anche il primo mai affiliato al Partito Comunista nell’epoca cecoslovacca), ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali 2014 con un consistente 59,38% dei voti validi (sono stati 1.307.065 i votanti che lo hanno scelto), lasciando il Primo ministro Robert Fico, candidato ufficiale del partito di governo Smer, con “appena” il 40,61% dei voti (893.841), oltre 400mila in meno dell’avversario, sostenuto da una buona parte delle forze politiche di centro-destra.

In queste elezioni presidenziali ha vinto dunque l’appello di tutta l’opposizione a non lasciare che le tre maggiori cariche dello Stato (Presidenza, governo e Parlamento) siano nelle mani di un solo partito (peraltro dai metodi nemmeno troppo democratici, lasciavano intendere i leader di destra); oppure, più semplicemente, ha vinto la delusione nella gente per l’operato di Smer e per l’atteggiamento arrogante dei suoi funzionari pigliatutto.

Se al primo turno l’affluenza aveva deluso le aspettative con un modesto 43,4% degli aventi diritto, al ballottaggio è risultata essere del 50,48%, circa 7 punti percentuali in più.

Il Presidente uscente Ivan Gasparovic, dopo avere a suo modo sostenuto la candidatura del Permier Fico, ha fatto le sue congratulazioni al suo futuro successore Andrej Kiska, dicendo «Spero che il nuovo presidente svolgerà le proprie funzioni con senso di responsabilità per un futuro pacifico della Slovacchia e della sua gente, e spero che contribuirà alla continuità nella politica estera del Paese».

Congratulazioni sono arrivate anche da Bruxelles, dal Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e dal presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, che si è detto fiducioso «che sotto la sua presidenza la Repubblica Rlovacca prospererà all’interno dell’UE, continuano ad essere una forza positiva per lo sviluppo democratico europeo». Van Rompuy ha espresso anche un «sincero apprezzamento per il Presidente uscente Ivan Gasparovic per il suo ruolo come capo di Stato nel corso degli ultimi dieci anni, che hanno visto il suo Paese aderire all’Unione europea e alla moneta unica».

La cerimonia di insediamento di Kiska è prevista per il 15 giugno 2014, quando si concluderà il secondo mandato del presidente uscente Ivan Gasparovic.

(La Redazione, fonti varie)

Foto da video promozionale andrejkiska.sk

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