Elezioni presidenziali: bassa affluenza, passano Fico e Kiska. Si decide il 29 marzo

Si è tenuto sabato 15 marzo in Slovacchia il primo turno del voto per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. I seggi aperti in tutto il paese dalle 7 alle 22 (salvo a Veľká Lomnica, sugli Alti Tatra, dove la chiusura è stata posticipata di un’ora a causa di un black-out dovuto alle bufere che per tutto il giorno hanno flagellato la zona) non hanno visto tuttavia l’affluenza attesa, nonostante l’elemento caratterizzante di queste elezioni, da parte di un po’ tutta l’opposizione, fosse l’invito a votare per impedire che le tre massime cariche dello Stato finiscano in mano a un solo partito – il socialdemocratico Smer-SD.

Malgrado i sondaggi prima del voto avessero lasciato sperare in una massiccia presenza alle urne, ai seggi si sono visti soltanto il 43,4% degli aventi diritto, forse un po’ avviliti dal cattivo tempo, caratterizzato da vento e tempeste. Il totale di 1.914.021 elettori rappresenta il minor afflusso di sempre da quando, nel 1999, le elezioni per il Presidente sono a carattere universale. Nemmeno gli analisti avevano pensato a tale scarso interesse da parte degli elettori, e le stime fatte un po’ da tutti prevedevano un afflusso intorno al 50%.

Gli elettori della regione di Bratislava sono stati i più disciplinati, e il 50,3% di loro ha fatto visita ai seggi elettorali, mentre i meno interessati alla politica sono parsi essere quelli della regione di Košice, dove solo il 37,5% degli elettori si è recato alle urne. Secondo la Commissione elettorale centrale, una maggiore affluenza si è vista in particolare fra coloro che si sono recati a votare per la prima volta.

Niente sorprese per quanto riguarda i nomi dei due candidati maggiormente votati, ma l’imprevisto ha fatto comunque capolino: si sapeva che Andrej Kiska stava risalendo il gap con il Premier Robert Fico, che alla fine si è assotigliato fino ad appena 4 punti percentuali.

Ma le preferenze ottenute dal Primo ministro in carica e leader del maggior partito slovacco lasciano intendere una perdita di credibilità di questo (Premier o partito, non è chiaro) fino a poco tempo fa impensabile. Il risicato 28,0% di Robert Fico (531.919 voti), pur garantendogli il primo posto a questo appuntamento elettorale, lascia parecchi dubbi su quale sarà il risultato finale fra due settimane.

Dietro di lui l’imprenditore Andrej Kiska al 24,0% (455.996 voti), seguito dal deputato indipendente (ex KDH) Radoslav Prochazka, con il 21,2%, anche lui in forte ripresa.

Delusione per l’attore Milan Knazko, uno dei leader dell’89, che si è fermato al 12,8%, e un risultato atteso quello di Gyula Bardos, candidato del Partito della Comunità Ungherese (SMK), che ha portato a casa il 5,1%.

Grande buco nell’acqua di Pavol Hrusovsky, candidato ufficiale di KDH ma sostenuto in origine dalla Piattaforma popolare (KDH, SDKU, Most), che si ferma a uno sconfortante 3,33% e la parlamentare OLaNO Helena Mezenska, con il 2,37%, non riesce a convogliare su di sé nemmeno la metà degli elettori del suo partito.

Tutti gli altri sette candidati non sono arrivati all’1%.

(La Redazione)

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