Attivisti civili slovacchi contro la proposta di ridefinizione costituzionale del matrimonio

Giovedì 6 marzo una lettera aperta sottoscritta da 28 organizzazioni e 77 leader dei diritti civili e attivisti del mondo accademico e dei diritti umani ha esortato i parlamentari slovacchi a respingere la modifica costituzionale proposta sulla definizione del matrimonio come unione di un uomo e una donna. L’emendamento, a loro parere, non aumenta in alcun modo la tutela costituzionale già esistente del matrimonio, della famiglia, della genitorialità e dei bambini. Ha invece come unico scopo quello di evitare l’istituto del matrimonio tra coppie dello stesso sesso in Slovacchia e, probabilmente, di arrivare a una qualunque altra forma di tutela giuridica della loro relazione. Si tratta, si legge nella dichiarazione, di una violazione dei diritti di parità sulla base dell’orientamento sessuale, e della violazione del diritto alla dignità umana e altri, come la tutela della vita privata e familiare.

La proposta, fatta da parlamentari del partito cristiano-democratico KDH, ha ottenuto una condivisione di intenti da parte del partito socialdemocratico al governo (Smer-SD). Insieme, i due schieramenti hanno i voti sufficienti per passare una modifica costituzionale, che richiede una maggioranza qualificata di 90 voti su 150. In cambio, KDH dovrebbe sostenere la riforma della magistratura preparata dal governo.

(Red)

Foto xtianyves@Flickr

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