Donne da Nobel: le tredici vincitrici del Nobel per la Letteratura

Oggi 8 marzo rompiamo la sacralità del sabato (come sapete Buongiorno Slovacchia ‘riposa’ nei week-end e nei festivi) per pubblicare un omaggio alle donne con una carrellata di brevi citazioni delle tredici scrittrici e poetesse che in un secolo – tra il 1909 e il 2013 – sono state incoronate a Stoccolma con il Nobel per la Letteratura. Tra di esse anche l’italiana Grazia Deledda (foto sopra), che fu la seconda donna a ricevere il premio per la sua opera letteraria nel 1927.

Sempre a proposito di Nobel e di donne, Marie Curie fu l’unica donna, e una delle sole quattro persone, a vincere il Nobel due volte: nel 1903 per la Fisica e nel 1911 per la Chimica. A questo link un elenco completo di tutte le donne (41) che hanno ottenuto il premio nelle diverse branche, tra le quali due italiane: oltre alla Deledda, Rita Levi-Montalcini – nel 1986 per la Medicina. Ad aprire la lista ancora Marie Curie.

Suggeriamo anche di rileggere quanto pubblicato l’8 marzo 2013 sulla inaccettabile violenza alle donne, anche in Italia, nell’era contemporanea. Mentre qui avevamo pubblicato una “storia minima della Festa della Donna”.

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Fonte Wikimedia Commons

Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf
Scrittrice svedese (Mårbacka, Svezia 1858 – Mårbacka 1940)
Nobel per la Letteratura, 1909. Prima donna a vincere il premio istituito nel 1901, “in apprezzamento del nobile idealismo, della vivida immaginazione e della percezione spirituale che hanno caratterizzano i suoi scritti”. Foto.
Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, incipit: «C’era una volta un ragazzetto di tredici o quattordici anni, alto e dinoccolato, con i capelli biondo stoppa. Era buono a poco, se non proprio a nulla. Dormire e mangiare erano le sue occupazioni preferite».

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Grazia Deledda
Scrittrice italiana (Nuoro 1871 – Roma 1936)
Nobel per la Letteratura, 1927, “per i suoi scritti idealisticamente ispirati, che con chiarezza plastica hanno immaginato la vita sulla sua isola natale e con profondità e simpatia hanno affrontato i problemi umani in generale”. Foto.
La chiesa della solitudine, incipit: «Maria Concezione uscì dal piccolo ospedale del suo paese il sette dicembre, vigilia del suo onomastico. Aveva subìta una grave operazione: le era stata asportata completamente la mammella sinistra, e, nel congedarla, il primario le aveva detto con olimpica e cristallina crudeltà:
“Lei ha la fortuna di non essere più giovanissima: ha vent’otto anni mi pare: quindi il male tarderà a riprodursi: dieci, anche dodici anni. Ad ogni modo si abbia molto riguardo: non si strapazzi, non cerchi emozioni. Tranquillità, eh? E si lasci vedere, qualche volta.”»
L’incendio nell’oliveto, incipit«Dalla scranna antica che il lungo uso aveva sfondato e sbiadito, era ancora lei, la nonna Agostina Marini, quasi ottantenne e impotente a muoversi, che dominava sulla casa e sulla famiglia come una vecchia regina dal trono. Non le mancava neppure lo scettro: una canna pulita che il nipotino più piccolo aveva cura di rinnovare ogni tanto; buona per dare sulle gambe ai ragazzi impertinenti e per scacciare i cani e le galline che penetravano dal cortile; ma sopratutto buona per frugare nel camino, davanti al quale la nonna sedeva in permanenza d’estate e d’inverno, e specialmente per frugarvi quando era sdegnata con qualcuno, cosa che le accadeva spesso». (Vedi altre sue citazioni)

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Sigrid Undset
Scrittrice norvegese (Kalundborg, Danimarca 1882 – Lillehammer 1949)
Nobel per la Letteratura, 1928, “principalmente per le sue potenti descrizioni della vita del Nord durante il Medioevo”. Foto.
«Le tentazioni più pericolose non sono dovute alle energiche, improvvise fiamme del desiderio, “la lussuria della carne”, ma alla mancanza d’entusiasmo della carne, la sua pigrizia e inerzia, la nostra tendenza a diventare creature dell’abitudine.» (fonte) «Il cuore di Kristin si gonfiò insieme di dolcezza e di mestizia quando si accorse che poteva poggiare il capo sul petto del ragazzo. Egli le cingeva le spalle con la mano. Era grande, ora, e lei, stando seduta gli arrivava con la testa giusto all’altezza del cuore. Per la prima volta Kristin nella sua vita cercava appoggio presso un figlio…». (fonte)

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Pearl S. Buck
Scrittrice statunitense (Hillsboro, Usa 1892 – Danby 1973)
Nobel per la Letteratura, 1938, per “le sue ricche e veramente epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi capolavori biografici”. Foto.
Stirpe di drago, incipit: «Ling Tan alzò il capo. Nella risaia in cui stava con l’acqua fino alle ginocchia udì risuonare la voce alta e squillante di sua moglie. Perché mai la donna doveva chiamarlo ora a mezzo il pomeriggio, quando non era né ora di mangiare né ora di dormire? All’estremità più lontana della risaia i suoi due figli erano curvi sull’acqua, entrambi col braccio destro immerso contemporaneamente sì da parere le braccia di un sol uomo mentre piantavano i semi del riso.» (Vedi altre sue citazioni).

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Gabriela Mistral
Poetessa, educatrice e femminista cilena (Vicuña, Cile 1889 – New York 1957).
Nobel per la Letteratura, 1945 “per la sua poesia lirica che, ispirata da forti emozioni, ha reso il suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche di tutto il mondo latino-americano”. Vero nome Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga. Foto.
«Dove c’è un albero da piantare, cerca di piantarlo! | Dove c’è un errore da correggere, cerca di correggerlo! | Dove c’è un compito difficile, cerca di assumerlo!»
«L’esperienza è un biglietto della lotteria comprato dopo l’estrazione».
«Non ebbe ricche vesti, né gemme alla sua mano, | ma la gemma più bella era il suo immenso cuore».

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Nelly Sachs
Poetessa e scrittrice tedesca (Schöneberg, Germania, 1891 – Stoccolma 1970)
Nobel per la Letteratura, 1966 (insieme allo scrittore Shmuel Yosef Agnon). Premiata “per la sua eccezionale scrittura lirica e drammatica, che ha interpretato il destino di Israele con forza toccante”. Foto.
«Mentre sto qui in attesa | fuori il tempo si strugge nel mare | ma sempre ripreso per gli azzurri capelli | non raggiunge l’eternità – | Nessun amore ancora tra i pianeti | ma già vibra un accordo segreto.»
«Il peso svincolato dell’angoscia piangilo tutto | Due farfalle reggono per te il fardello dei mondi | e io metto le tue lacrime in queste parole: | La tua angoscia comincia a rilucere.» (fonte).

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Nadine Gordimer
Scrittrice sudafricana (Johannesburg, Sudafrica 1923 – )
Nobel per la Letteratura, 1991 perché “attraverso la sua magnifica scrittura epica è stata di grande beneficio per l’umanità”. Foto.
«Gli scrittori nascono con un’eccezionale capacità di osservazione: sin dall’infanzia guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie.»
«In uno dei miei primi romanzi uno dei personaggi diceva di essere nato in un paese in cui c’erano ancora eroi. Credo che ciò fosse molto insolito nel mondo, non sono più molti i paesi con eroi. Ci sono forse persone che sembrano vivere una vita da santi, ma non da eroi, i santi sono in qualche modo passivi, gli eroi affrontano rischi, sono attivi.» (fonte). (Vedi altre sue citazioni).

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Toni Morrison
Scrittrice statunitense afroamericana (Lorain, Usa 1931 – )
Nobel per la Letteratura, 1993 perché “nei suoi romanzi caratterizzati da una grande forza visionaria ha dato vita agli aspetti essenziali della realtà americana”. Il suo vero nome è Chloe Anthony Wofford. Foto.
Jazz, incipit: «Sst, la conosco quella donna. Viveva con un nugolo di uccelli in Lenox Avenue. Conosco anche il marito. Ha perso la testa per una diciottenne: uno di quegli amori tutti di pancia, da far spavento, che lo ha reso triste e felice al punto da spararle perché quell’emozione durasse in eterno. Quando la donna, Violet, andò al funerale per vedere la ragazza e sfregiarle il volto esanime, venne spinta a terra e cacciata dalla chiesa. Lei allora si mise a correre, in mezzo a tutta quella neve, e quando arrivò a casa, aprì le gabbie, spalancò le finestre e lasciò gli uccelli liberi di morire di freddo o di volare via, compreso il pappagallo che diceva: “Ti amo”.» (Vedi altre sue citazioni).

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Wislawa Szymborska
Poetessa e saggista polacca (Kórnik, Polonia 1923 – Cracovia 2012)
Nobel per la letteratura, 1996 per “la sua poesia che con ironica precisione ha permesso al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”. Foto.
«Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. | La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. | Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l’amore non può darlo, | né riesce a toglierlo.»
Elogio dei sogni: «In sogno | dipingo come Vermeer. | Parlo correntemente il greco | e non solo con vivi. | Guido l’automobile, | che mi obbedisce. | Ho talento, | scrivo grandi poemi. | Odo voci | non peggio di santi autorevoli. | Sareste sbalorditi | dal mio virtuosismo al pianoforte […].» Qualche altra sua poesia qui. (Vedi altre sue citazioni)

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Elfriede Jelinek
Scrittrice e drammaturga austriaca (Mürzzuschlag, Austria 1946 – )
Nobel per la Letteratura, 2004 “per il flusso musicale di voci e contro-voci dei suoi romanzi e opere teatrali che con straordinario ardore linguistico rivelano l’assurdità dei cliché della società e il loro potere soggiogante”. Foto.
La pianista, estratto: «La schiena di Erika, con la chiusura lampo dell’abito un po’ abbassata, si riscalda a poco a poco. la schiena si scalda ai raggi del sole che diventa sempre più forte. Erika cammina e cammina. La sua schiena si riscalda sotto il sole. Il sangue le cola giù. La gente alza lo sguardo dalla ferita al volto. Alcuni si girano persino a guardarla. Non tutti. Erika sa bene in che direzione deve andare. Va a casa. Cammina accelerando lentamente il passo.» (fonte)

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Doris Lessing
Scrittrice britannica (Kermanshah, Iran 1919 – Londra 2013)
Nobel per la Letteratura, 2007 perché “all’apice dell’esperienza femminile, ha rappresentato con scetticismo, fuoco e potere visionario una civiltà divisa al controllo”. Foto.
Memorie di una sopravvissuta, incipit: «Tutti noi ricordiamo quel tempo. Non fu diverso per me da quel che fu per gli altri. Eppure, continuiamo a raccontarci in ogni particolare gli eventi che abbiamo condiviso, e ripetendo, ascoltando, è come se dicessimo: “Fu così anche per te? Allora è vero, fu proprio così, deve essere stato così, non era un mio sogno”. Concordiamo o discutiamo come persone che hanno visto creature straordinarie durante un viaggio: “Hai visto quel grosso pesce azzurro? Ah, quello che hai visto tu era giallo!”». (Vedi altre sue citazioni).

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Herta Müller
Scrittrice tedesco-romena (Niţchidorf, Romania 1953 –)
Nobel per la Letteratura 2009 perché “con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, ha descritto il panorama dei diseredati”. Foto.
In viaggio su una gamba sola, incipit: «Tra i piccoli villaggi sotto gli schermi radar che giravano nel cielo, c’erano i soldati. Qui era stato il confine dell’altro paese. La costa scoscesa che arrivava per metà dentro il cielo, la sterpaglia, il limonio erano diventati per Irene la fine dell’altro paese. Più chiaramente Irene vide questa fine dentro l’acqua che affluiva e defluiva. Che affluiva veloce e defluiva lenta, lontana dietro le teste dei nuotatori, fino a coprire il cielo. In questa estate slegata per la prima volta Irene sentì più vicino il riflusso dell’acqua in lontananza che la sabbia sotto i piedi.» (Vedi altre sue citazioni).

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Alice Munro
Scrittrice canadese (Wingham, Canada 1931 – )
Nobel per la Letteratura 2013 per essere “la maestra del racconto breve contemporaneo”, è conosciuta in Italia per le raccolte di racconti: “Chi ti credi di essere”, “Segreti svelati” e “In fuga”. Foto.
Nemico, amico, amante…, incipit: «Anni fa, prima che tanti treni su linee secondarie venissero soppressi, una donna dalla fronte alta e lentigginosa e una matassa crespa di capelli rossi, si presentò in stazione per informarsi riguardo alla spedizione di certi mobili. | L’impiegato faceva sempre un po’ lo spiritoso con le donne, specie con quelle bruttine, che sembravano apprezzare. | – Mobili? – disse, come se nessuno avesse mai avuto prima un’idea simile. – Dunque, vediamo. Di che genere di mobili stiamo parlando? | Un tavolo da pranzo con sei sedie. Una camera da letto completa, un divano, un tavolo basso, alcuni tavolini, una lampada a stelo. E anche una cristalliera e una credenza. | – Accidenti. Una casa intera. | – Non direi proprio, – ribatté lei. – Mancano le cose di cucina e ci sono mobili per una sola camera da letto. | Aveva tutti i denti ammucchiati davanti, come se fossero pronti a litigare. | – Le servirà il furgone, – fece lui. | – No, voglio spedirli per ferrovia. Vanno a ovest, nel Saskatchewan. | Gli si rivolgeva a voce alta, come se fosse sordo o scemo, e c’era qualcosa di strano nel modo in cui pronunciava le parole. Un accento. Olandese, pensò lui – c’era parecchio movimento di olandesi in quella zona -, anche se, delle donne olandesi, a questa mancava la stazza o la bella carnagione rosea o i capelli biondi. Poteva essere sotto i quaranta, ma che importanza aveva? Miss bellezza non doveva esserlo stata mai.». (fonte). (Vedi altre sue citazioni).

(P.S.)

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