Forse il necrologio per il picco del petrolio è arrivato troppo presto

Fra le grandi storie sull’energia del 2013, il “picco del petrolio” – la nozione un tempo popolare secondo la quale la produzione mondiale avrebbe presto raggiunto un livello massimo e sarebbe iniziato un declino irreversibile – è stata completamente screditata. Lo sviluppo esplosivo del petrolio da scisto e di altri combustibili non convenzionali negli Stati Uniti ha aiutato a deporlo nella sua tomba.

Mentre l’anno andava avanti, i necrologi si sono susseguiti in modo rapido e furioso. “Oggi, è probabilmente sicuro dire che abbiamo ucciso il ‘picco del petrolio’ una volta per tutte, grazie alla combinazione di nuove tecniche di produzione di petrolio e gas da scisto”, ha dichiarato Rob Wile, un giornalista energetico ed economico di Business Insider. Commenti analoghi di esperti energetici sono stati comuni, portando a un titolo da requiem su Time.com , annunciando che “Il picco del petrolio è morto”.

Non così in fretta, però. L’attuale giro di necrologi ricordano la famosa frase di Mark Twain: “La notizia della mia morte è stata fortemente esagerata”. Prima che i necrologi per la teoria del picco del petrolio si ammucchino troppo, diamo uno sguardo accurato a queste asserzioni. Fortunatamente, la International Energy Agency (IEA), il braccio armato della grandi potenze industrializzate con sede a Parigi, di recente lo ha fatto – e i risultati sono stati inattesi. Pur non reinsediando il picco del petrolio nel suo trono, ha reso chiaro che gran parte del parlare del pozzo petrolifero perpetuo del petrolio di scisto americano è ampiamente esagerato. Lo sfruttamento di quelle riserve di scisto potrebbero ritardare l’inizio del picco del petrolio per un anno o giù di lì, osservano gli esperti dell’agenzia, ma il quadro a lungo termine “non è cambiato granché con l’arrivo del [petrolio di scisto]”.

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(Michael T. Klare, via unimondo.org)

Foto Sergio Russo@Flickr CC-BY-NC-SA-2.0 Condividi allo stesso modo

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