Fico: obiettivi climatici Commissione UE inaccettabili per la Slovacchia

La Slovacchia non può essere d’accordo con gli obiettivi proposti su clima ed energia dalla Commissione Europea che porterebbero a una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 (rispetto ai livelli del 1990) e a un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili con target predefiniti (al 27%). Lo ha detto il Primo ministro Robert Fico lunedì dopo un incontro con i rappresentati della maggiore acciaieria del paese, l’americana US Steel, a Kosice sabato. Fico, insieme al Ministro dell’Ambiente Peter Ziga, aveva incontrato il presidente della società George Babcock per analizzare i più recenti piani su clima ed energia di Bruxelles.

I nuovi obiettivi ambientali ed energetici per l’anno 2030 – che quanto a emissioni raddoppia il target già previsto per il 2020 – saranno discussi in seno all’Unione nei vertici di marzo e giugno, e una proposta legislativa è prevista all’inizio del prossimo anno. Secondo Fico, l’Europa non può ergersi a paladino mondiale nella protezione del clima, anche a costo di perdere competitività con le altre parti del mondo. Il mio governo non può accettare l’obiettivo della CE di una riduzione del 40% dei gas serra, e allo stesso modo non può accettare la fissazione di una quota specifica di energia elettrica da prodursi con fonti rinnovabili, ha detto il Premier. Che si è spinto oltre, dicendo che lui e il suo esecutivo insistono perché continui ad esistere un mercato delle quote di emissione, in modo da permettere alle grandi aziende come US Steel di acquistarle e competere sul mercato globale.

Fico ha ricordato che il governo slovacco ha fatto grandi sforzi appena un anno fa per trattenere in Slovacchia l’investitore americano che proprio sui temi scottanti del rispetto ambientale minacciava di vendere tutto mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. US Steel è infatti tra i maggiori datori di lavoro in Slovacchia e il primo nell’est del Paese, con 11mila dipendenti diretti più altre migliaia nell’indotto. Non dimentichiamo, ha notato Fico, che è la grande industria, e quella siderurgica in particolare, che ha fatto dell’Europa quella che è oggi.

La posizione slovacca, del resto, non è unica. Anche altri paesi, come alcuni del Gruppo di Visegrad (V4) starebbero pensando di seguire questo approccio in UE.

(La Redazione)

Foto Mazzali@Flickr

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