Baki Sadiki condannato di nuovo per droga a 22 anni di prigione

Il boss della droga Baki Sadiki è stato condannato di nuovo a 22 anni di prigione, in seguito a un nuovo processo iniziato il 1° ottobre presso la Corte Distrettuale di Presov. L’avvocato ha presentato appello, ma Sadiki resta in carcere. Fu condannato per lo stesso reato e con la stessa pena detentiva già nel giugno 2011, quando era latitante, ma la corte aveva stabilito di annullare e rifare il processo dopo l’arresto e la sua estradizione dal Kosovo.

Il giudice della Corte regionale di Presov menzionò il 3 settembre scorso, tra gli elementi per tale decisione, le condizioni dell’accordo di estradizione presi con le autorità del Kosovo (paese di cui la Slovacchia, tra i pochi in UE, non riconosce l’indipendenza), una questione sempre negata dal Ministero della Giustizia slovacco, il quale avrebbe soltanto fatto presente ai kosovari della “possibilità” per Sadiki di chiedere un nuovo processo. La condizione non si troverebbe, secondo il ministero, nei documenti ufficiali firmati dai due paesi per riportare l’uomo in Slovacchia.

Secondo una fonte del Ministero della Giustizia del Kosovo, ha scritto il quotidiano Sme, il paese balcanico non riconosce le sentenze emesse in contumacia, e il nuovo processo era condizione ineludibile per tale concessione. Sadiki fu condannato per traffico di eroina dalla Turchia alla Slovacchia (almeno 120 kg per un valore al dettaglio di oltre 3 milioni di euro), nascosta tra sandali da spiaggia importati. Le dosi sarebbero state distribuite in Polonia, Svizzera e Italia. Venne arrestato dopo diversi anni in fuga nell’ottobre del 2012 durante un’operazione Interpol, ed estradato nel dicembre dello stesso anno.

(Red)

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