Morte dell’aviazione civile slovacca: fallisce anche Danube Wings

Fine della storia per l’aviazione civile slovacca. L’ultimo vettore aereo con sede in Slovacchia, la Danube Wings, è infatti in liquidazione, e nemmeno le finanze del socio forte della compagnia, il magnate Vladimir Poor, l’hanno salvato dal fallimento. Il 20 novembre la società aveva annunciato la cancellazione improvvisa dei voli di linea tra Bratislava e Kosice, e ora ha licenziato tutti i suoi dipendenti, mettendo in vendita i tre ATR-72 ancora di proprietà. Danube Wings fa capo alla compagnia aerea VR Jet, che gestisce piccoli jet per voli privati e che non avrebbe subito contraccolpi nella sua attività.

Le voci sulla situazione difficile del vettore aereo erano note da qualche tempo, ed è su queste voci che la compagnia ceca CSA ha rilanciato dall’11 dicembre per tre giorni a settimana la tratta Bratislava-Kosice, l’unico volo di linea che DB garantiva fino a novembre.

Danube Wings, nata nel 2008 e che nel periodo migliore ha gestito alcune tratte sull’Italia, è solo l’ultimo cadavere più o meno eccellente nell’aviazione civile slovacca. Nel 2009 fallì malamente dopo 7 anni di attività Sky Europe, una compagnia low-cost che arrivò a coprire 38 destinazioni in Europa servite da una dozzina di Boeing 737. Prima di lei, anche l’ex compagnia aerea nazionale Slovak Airlines finì nello stesso modo nel gennaio 2007 dopo una lunga agonia, nonostante l’ingresso nella società di Austrian Airlines due anni prima.

(Red)

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