Tra la crescita e l’uguaglianza, la Slovacchia dovrebbe scegliere la crescita

L’Europa ama vantarsi del suo basso livello di disuguaglianza. Ma più importante di questa falsa visione è vedere come cittadini europei se la stanno cavando. Per migliorare le loro condizioni di vita, soprattutto nella parte orientale dell’UE, abbiamo bisogno di allargare la torta, non basta dividere in un modo diverso quello che già abbiamo. E questo non può essere fatto litigando con l’economia.

Anche l’UE non è equanime come si potrebbe pensare

Guardando la mappa mondiale delle disparità di reddito compilata dal cosiddetto Coefficiente di Gini, si vede che in Europa tutto sembra andar bene. La società europea è dotata di uguaglianza sociale, mentre gli USA selvaggi e capitalisti, o la Cina in via di sviluppo, sono molto più divisi in termini di uguaglianza dei redditi.

Ma pensando un po’ di più ci si può rendere conto che prendere il calcolo dell’indice europeo Gini (ad esempio la misura economica delle disparità di reddito) come lo standard dei paesi membri dell’Unione Europea è una sciocchezza. Se ci sono piccole differenze, ad esempio, in Germania e piccole differenze in Slovacchia, questo non significa che non ci sono grandi differenze di reddito tra i cittadini di diversi Stati membri. Quindi, se si calcola l’indice Gini più correttamente di quanto ha fatto la CIA, per i contrasti tra i continenti e le regioni, si otterrà un quadro di un’Unione Europea che ha una disuguaglianza comparabile a quella degli Stati Uniti o della Cina.

Le grandi differenze dell’UE non sono solo il risultato dell’allargamento. In termini di variazione della disoccupazione, la regione più colpita è l’Europa meridionale.

Coefficiente di Gini, fonte Wikipedia.org — clicca per ingrandire

Quanto equanime è la Slovacchia?

Quando si guarda l’indice Gini della Slovacchia, anche lì sembra che tutto sia OK. La Slovacchia è uno dei paesi meno diseguali nel mondo, soprattutto quando lo si vede in termini di reddito netto dopo le imposte. Ma questo è anche dovuto al fatto che alcuni del nostro piccolo Paese con redditi molto alti non registrano le loro attività in Slovacchia ma in paradisi fiscali all’estero, andando ad alzare il coefficiente Gini di questi altri paesi e salvando la Slovacchia – almeno sulla carta.

L’uguaglianza è un obiettivo davvero utile?

Tuttavia, la bassa diseguaglianza locale non è sufficiente a soddisfare la maggior parte degli slovacchi a basso reddito, incluso il circa 14% di disoccupati che si affidano solo sul sussidio sociale. E sicuramente non soddisfa la classe media che paga per questo.

Purtroppo , il recente tentativo del governo di spremere di più le aziende (per lo più con tasse ma anche con extra dividendi dalle imprese statali) porta soltanto a minori investimenti, più disoccupazione e oneri più elevati per gli occupati. Con l’attuale tasso di disoccupazione non ha senso per gli imprenditori spendere di più per i salari.

Per mantenere l’attuale livello di occupazione su una base solida, il governo ha reso il licenziamento dei lavoratori più costoso per i datori di lavoro. A mio parere, questo non aiuterà i lavoratori delle aziende chiuse e avrà l’effetto negativo della diminuzione della flessibilità sul mercato del lavoro – perché le imprese dovranno ora pensare due volte prima di assumere nuovi dipendenti.

Quando la situazione occupazionale è diventata troppo critica, il governo è uscito con sussidi selettivi per sostenere alcuni posti di lavoro. Ma in realtà questo non aiuta a promuovere una più equa distribuzione della ricchezza nella società. Invece di creare un ambiente economico in cui vale la pena di dare lavoro a più persone in progetti ragionevoli, il governo spende il denaro dei contribuenti a favore di pochi imprenditori amici.

Anche se questo approccio potrebbe, in determinate circostanze, ridurre la disuguaglianza tra le classi a basso e medio reddito, se vogliamo un reale miglioramento abbiamo bisogno di una forte crescita economica che riduca la disoccupazione senza abbassare i redditi reali di coloro che sono occupati.

Naturalmente, la crescita porta alti profitti per alcuni titolari d’azienda, ma in effetti migliora anche globalmente le condizioni di vita dei lavoratori.

“Crescita inclusiva” non significa redistribuzione della ricchezza fatta in modo aggressivo ed equalizzazione. Condividere il “dividendo della crescita” in un modo più giusto, come dice l’OCSE, significa elevare la classe inferiore, ma non a scapito della crescita per sé. Troppo uguaglianza finisce spesso in un peggioramento delle condizioni di molti. In Slovacchia ce lo ricordiamo bene dai tempi sovietici.

(Tibor Blazko, via futurechallenges.org, trad. P.Solieri)

Foto: 1. elaborazione BS, 2. Wikipedia.org 

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