Contratti collettivi: secondo veto di Gasparovic. La legge entra comunque in vigore a gennaio

Il Presidente Ivan Gasparovic ha per la seconda volta respinto l’emendamenti approvato dal Parlamento in materia di contrattazione collettiva, sottolineando il fatto che i parlamentari non hanno inserito alcuna delle obiezioni da lui fatte alla legge. In ogni caso, il Parlamento ha esercitato il potere di scavalcare il veto presidenziale, e la legislazione entrerà in vigore da gennaio 2014.

La legge, approvata dalla maggioranza Smer-SD, reintroduce l’obbligo di applicazione dei contratti “di livello superiore” o degli accordi quadro a tutte le società di un dato settore industriale senza il consenso delle stesse, escludendo soltanto le piccole imprese fino a 20 dipendenti. Il capo dello Stato aveva chiesto di estendere la deroga alle aziende fino a 50 dipendenti, appellandosi alla definizione di “piccola impresa” data dalla Commissione Europea. La legge è fortemente criticata dalle maggiori organizzazioni di imprese nel Paese, che temono il rafforzamento dei sindacati, impendendo ai datori di lavoro di prendere decisioni reali sulla politica salariale nelle loro imprese. L’opposizione ritiene il provvedimento anticostituzionale e minaccia di appellarsi alla Corte Costituzionale.

(Red)

Foto jekkone/flickr

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