Slow Food Story al film festival One World di Bratislava

‘We are changing the world’ è il tema principale dell’One World Film Festival che si è aperto ieri a Bratislava. Jeden Svet, questo il titolo slovacco, parla quest’anno di attivismo civile che in tutto il mondo (anche in Slovacchia) è in aumento, come segno dei tempi – tempi in cui siamo arrivati a comprendere (finalmente, dicono gli organizzatori) che i governi non risolveranno i nostri problemi. Per quelli ci dobbiamo pensare noi, e cercare di cambiare il mondo, o almeno quello che non va, partendo dal basso. Proprio quest’anno è l’Anno europeo dei cittadini.

Anche in Slovacchia ci sono organizzazioni civili attive nella difesa degli interessi dei cittadini, senza le quali la società sarebbe più povera. È grazie alle associazioni, per esempio, che è stata rinnovata la Sinagoga di Zilina per farne un centro culturale, o è tenuto in attività l’edificio del Mercato Vecchio (Stará Tržnica) a Bratislava per eventi pubblici come mercati o concerti o, sempre nella capitale, è grazie agli attivisti che si è aperto un dibattito pubblico sulla trasformazione di Kamenné Námestie, uno spazio del centro storico che il comune aveva intenzione di cedere a privati senza discussione.

Al festival si proiettano film, ma il programma include incontri e dibattiti con ospiti interessanti del mondo dell’attivismo civile, slovacchi e stranieri, spesso provenienti da paesi ove serve un certo coraggio per difendere le proprie idee. Si parlerà di blogger in paesi con regimi autoritari, e di hacker che fanno capo al movimento Anonymous. E poi, si parlerà di Slow Food, il movimento inventato da zero da Carlo Petrini 27 anni fa in netto contrasto con l’allora imperante abitudine (nuova per l’Italia) del fast food di origine americana. Petrini, recentemente onorato come ‘Champion of the Earth’ dal Programma ONU per l’Ambiente, sarà protagonista del film “Slowfood Story” di Stefano Sardo. L’altra pellicola italiana presente sarà “Jeans a Martó” di Clio Sozzani e Claudia Palazzi, incentrata sulla figura di un pastore etiope che si ribella al destino preparato dalla famiglia per studiare e seguire i suoi sogni.

A questo link il programma degli eventi dell’One World Film Festival Bratislava, che si chiude martedì 26 novembre. Dopo la capitale, i film circuiteranno in cinema di venti altre città in Slovacchia, dando la possibilità a un pubblico più numeroso di visionare i film. Il festival, con la sua attenzione per i diritti umani e questioni globali, ha il patrocinio del Ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak.

Da segnalare, tra gli altri (oltre ai due film italiani), ‘Aj Wej Wej – no sorry’ sull’onomino artista a lungo imprigionato in Cina, ‘The Ambassador’, ‘High Tech, Low Life’.

L’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava è partner del festival. Maggiori informazioni: http://jedensvet.sk. Biglietti: 3 euro, abbonamento 7 o 12 euro.

Qui gli orari di proiezione dei film italiani:

Slowfood Story” di Stefano Sardo (2013), 58’
23.11.2013 – ore 16:00 – KC Dunaj Bratislava
26.11.2013 – ore 16:30 – KC Dunaj Bratislava

Jeans e Martó” di Clio Sozzani e Claudia Palazzi (2011), 52’
23.11.2013 – ore 18:10 – KC Dunaj Bratislava

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(La Redazione)

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