Energia: SPP licenzia, lavoratori in protesta

Circa 500 lavoratori della utility del gas Slovensky plynárenský priemysel (SPP) sono scesi in strada nel fine settimana per protestare contro i licenziamenti. La battaglia con il nuovo azionista, il gruppo ceco Energetický a průmyslový Holding (EPH, di proprietà di gruppi finanziari cechi e slovacchi) che ha acquisito quest’anno il 49% della società (il 51% è in mano allo Stato), che si è svolta di fronte al quartier generale del gruppo J&T, uno degli azionisti di minoranza, proseguirà mercoledì, quando inizieranno i negoziati per un nuovo contratto collettivo che definirà le condizioni per i licenziamenti.

L’azienda ha già licenziato 81 persone e circa altri 250 sui complessivi 900 dipendenti dovrebbe essere dismessa l’anno prossimo. Nonostante i tagli alla forza lavoro, i dipendenti dell’azienda non possono scioperare, in quanto la legge lo proibisce specificamente. I sindacati lamentano che la situazione debitoria di SPP non è dovuta a mancato rendimento, bassa produttività o altre ragioni imputabili ai lavoratori, ma all’eccesso della proprietà, che prendono dall’azienda più di quanto questa è in grado di produrre.

EPH risponde che i sindacati chiedono benefit non sostenibili e non sanno accettare la realtà. Chiedono per i dipendenti in esubero una buonuscita pari a 28 mensilità, e anche se verrà accettata la proposta fatta dalla società, dice uno dei suoi rappresentanti, sarà sempre il doppio dello standard nel Paese. Quanto al debito, EPH dice che quello di SPP è calato sensibilmente nel 2013. Tuttavia, quello della controllata Eustream è invece in aumento.

Il governo slovacco ha in animo di acquistare il 49% da EPH il prossimo anno, di fatto rinazionalizzando la compagnia un decennio dopo averla privatizzata.

(Red)

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