Il Presidente bulgaro Plevneliev visita la Slovacchia e riceve denaro per i profughi

Il Presidente bulgaro Rosen Plevneliev è stato in Slovacchia il 5 e 6 novembre per una visita ufficiale nel corso della quale ha incontrato i maggiori rappresentanti istituzionali del Paese. E durante la visita al Palazzo Presidenziale a Bratislava il suo omologo Ivan Gasparovic gli ha consegnato un assegno da quasi 100mila euro, fondi che andranno alla Croce Rossa bulgara e che sono destinati ai profughi siriani rifugiati in Bulgaria. I paesi che si trovano sotto la forte pressione delle ondate di immigrati da Africa e Medio Oriente devono essere aiutati. Si tratti di Bulgaria, Italia, Malta, o Francia, è una responsabilità a livello europeo o anche paneuropeo, ha detto Gasparovic, che si augura che anche altre nazioni si aggiungano a contribuire. Questo aiuto si va ad aggiungere ad altri 30mila euro di aiuti umanitari che la Slovacchia aveva inviato due settimane fa con letti da campo, materassi, coperte, piatti, posate e contenitori per l’acqua. Quest’anno in Bulgaria sono entrati 8.800 rifugiati, il 60% dei quali siriani attraverso in confine con la Turchia o la Grecia, mentre la capacità delle strutture del Paese si limita a cinquemila persone.

Slovacchia e Bulgaria hanno ottimi rapporti bilaterali, come confermato dai due presidenti, con scambi commerciali globali per 433 milioni di euro, che possono senz’altro essere aumentati ma che sono comunque in crescita anche in questo periodo di crisi, e un intenso dialogo a livello politico. Plevneliev ha detto che la Bulgaria è interessata a cooperare con la Slovacchia nel settore automobilistico e nello sviluppo di progetti comuni e cluster industriali. I due hanno parlato anche di energia e sicurezza energetica, centrali nucleari e diversificazione delle fonti energetiche.

La Bulgaria si dice pronta ad aderire all’area Schengen, e afferma di disporre di tecnologie all’avanguardia per il controllo delle frontiere. Secondo Plevneliev il Paese sta facendo bene in questo senso, e attende soltanto una decisione dell’UE, che potrebbe arrivare a fine anno (anche per la Romania). Si augura che l’attuale afflusso di profughi dalla Siria non influenzi gli altri membri, che già nel 2011 per il veto di Francia, Germania e Paesi Bassi rimandarono l’adesione di Sofia e Bucarest per gli scarsi progressi rilevati nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.

A unire slovacchi e bulgari, quest’anno, c’è anche l’importante anniversario del 1150 anni dalla missione dei santi Cirillo e Metodio in Grande Moravia. I discepoli dei santi, infatti, si spostarono proprio in Bulgaria dopo la morte di Metodio. Quanto al turismo, Le coste bulgare del Mar Nero sono state per decenni una classica destinazione marittima per i turisti slovacchi. Dopo la grande popolarità che tali località avevano durante il periodo del comunismo, ancora adesso sono 90mila i cittadini slovacchi che si recano in Bulgaria per le vacanze. La Slovacchia, dal canto suo, intende offrire ai turisti bulgari il suo vasto e ricco panorama di bagni termali e trattamenti terapeutici.

(Red)

Foto prezident.sk

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