Analisti: l’aumento delle imposte societarie non darà i risultati attesi dal governo

La manovra del governo che ha portato all’aumento delle imposte sulle società a partire da quest’anno avrà come conseguenza un peggioramento della competitività della Slovacchia sui mercati internazionali e ne sarò minata l’attrattiva per gli investitori esteri, pensano gli analisti economici interpellati dall’agenzia Tasr. Per esempio, il direttore dell’Istituto di politica economica (IHP) Igor Kiss dice che lo svantaggio di tasse più alte potrebbe teoricamente essere compensato con agevolazioni ed esenzioni fiscali, ma questo «andrebbe contro l’intenzione del governo di consolidare le finanze pubbliche».

Una pressione fiscale maggiore non solo scoraggerà gli investitori stranieri, ma porterà le società estere già presenti in Slovacchia alla cosiddetta “ottimizzazione fiscale”, con un possibile interesse delle aziende oggi registrate in questo Paese a spostare la propria sede legale altrove all’estero.

Con più tasse, secondo Jan Dinga dell’Istituto analisi economiche e sociali (INESS), «le aziende avranno anche meno fondi per la creazione di nuovi posti di lavoro», e non si può dunque nemmeno escludere un aumento dei senza lavoro. In ogni caso, pensa Dinga, se le imprese pagheranno le tasse, dovranno certamente aumentare i prezzi di prodotti e servizi.

Il Primo Ministro Robert Fico e il suo governo sperano di raccogliere più tasse con l’aumento dell’aliquota aziendale dal 19 al 23%, ma è molto difficile che quell’obiettivo si realizzi pienamente. Secondo Igor Kiss, le società «proveranno in tutti i modi a evitare i propri obblighi fiscali, e a guadagnarci sarà l’economia grigia».

(Fonte Tasr)

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