Lipsic: legge sulle rinnovabili è regalo di Natale a Penta. Il gruppo: ritirare il decreto

La modifica alla legge di sostegno per le energie rinnovabili, ha accusato ieri il deputato di opposizione Daniel Lipsic, è stato progettato per garantire entrate all’impianto energetico PPC a ciclo combinato – di proprietà del gruppo finanziario Penta – una somma pari a 20 milioni di euro all’anno da parte dei consumatori di energia elettrica. Parlando con la stampa, Lipsic ha definito la normativa un «regalo di Natale per Penta»,  confezionato su misura per le loro esigenze. L’emendamento, che lui chiama la “Penta Lex” o “Lex Gorila”, chiarisce terribilmente di che cosa hanno discusso Robert Fico e il socio di Penta Jaroslav Hascak nell’appartamento considerato “sicuro” reso famoso dallo scandalo Gorila, ha detto Lipsic, che ha sottolineato la scadenza nel 2013 del contratto in esclusiva di PPC con le società Bratislavska Teplárenská e Slovenske Elektrarne, dopo di che la società avrebbe dovuto confrontarsi con il mercato. Ma la proposta del governo si aumentare sensibilmente i costi per le aziende che producono sia energia elettrica che termica da 125 MW a 300 MW, condizioni che appoggiano solo PPC. Nessun altro impianto energetico ha caratteristiche compatibili, ha sottolineato Lipsic. Il momento è difficile, le finanze pubbliche sono sottoposte a forti tagli e non ci sono soldi per gli insegnanti, ma se l’esecutivo va per questa strada, sarà evidente che «abbiamo un governo per i gruppi finanziari e non per il popolo».

A Lipsic ha risposto a stretto giro il Ministro dell’Economia, Tomas Malatinsky, dicendo che non c’è alcun legame tra la modifica della legge e il gruppo Penta, anzi, secondo lui sono altri i governi che hanno favorito il gruppo, come quelli che hanno «deciso di vendere PPC a Penta» a condizioni estremamente favorevoli. Al contrario di quanto dice Lipsic, il ministro afferma di ritenere che l’emendamento alla legge è un’occasione per la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica nella modifica della legge. Al contrario, LIPŠIC avvertito che la misura si tradurrà in aumenti dei prezzi.

Nel frattempo, ieri il Parlamento ha deciso che l’emendamento in questione sarà discusso con un procedimento accelerato. Nel corso del dibattito parlamentare, anche altri deputati dell’opposizione hanno fortemente criticato la legge, e il cristiano-democratico (KDH) Julius Brocka ha definito la modifica la «rapina del decennio».

I commenti di Lipsic sono stati ripresi anche dai rappresentanti dell’Associazione slovacca dell’Industria Fotovoltaica (SAPI), che ha protestato ieri contro il disegno di legge, presentandosi al Ministro dell’Economia con un sacchetto di carbone, un tardivo dono per il giorno di San Nicola. «Abbiamo consegnato le nostre argomentazioni sul perché noi valutiamo la proposta mediocre e redatta in fretta e senza esperienza. Il carbone non simboleggia solo un regalo per i bambini cattivi, ma indica anche verso quale tipo di energia si stanno dirigendo le risorse del governo». Purtroppo, ha concluso il direttore SAPI, Veronika Galekova, «non siamo riusciti a trovare dell’uranio».

Dopo il levarsi di diverse voci di dissenso, che il gruppo Penta definisce «feroce campagna di disinformazione», il suo portavoce si è deciso a dire la sua sul provvedimento, chiedendo che venga ritirato perché così com’è è inutile e scorretto

(La Redazione, Fonte Tasr)

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