
Il Parlamento ha approvato questa mattina il bilancio dello Stato della Pubblica amministrazione per il 2013, alla fine di quattro giorni di accese discussioni e di una serie di aspre critiche provenienti dall’opposizione. Il disavanzo indicato nel documento approvato è stimato a 3,085 miliardi di euro, una cifra che garantirebbe alla Slovacchia un deficit sotto al 5% del PIL come chiesto dall’Europa. Il reddito complessivo previsto per l’anno venturo è di 13,9 miliardi di euro, con spese che ammontano a 17 miliardi.
La proposta di bilancio iniziale è stata corretta dal Ministero delle Finanze in seguito all’ultimo rapporto che pronostica minori entrate da tasse e imposte nel 2013 per 260 milioni di euro, somma che il governo ha dovuto coprire con riserve (213 milioni), tagli a cinque ministeri (Trasporti, Giustizia, Interni, Finanze e Cultura per oltre 21 milioni), mentre il resto (26 milioni) saranno aggiunti al disavanzo.
La legge di bilancio è stata approvata con 82 voti di deputati Smer, 64 voti contrari e nessun astenuto. Erano 146 i parlamentari presenti (su 150 totali).
Il dibattito parlamentare che ha preso quattro giorni è stato ferocemente criticato dai banchi dell’opposizione, che ritengono la legge irreale, incompleta e piena di buchi. Le nuove norme e tasse danneggeranno l’ambiente imprenditoriale e l’occupazione, secondo il deputato Stefanec (SDKU), e i cambiamenti peseranno soprattutto sulle piccole e medie imprese. Inoltre, ha detto, il governo si è concentrato soltanto sul prossimo anno, senza avere una visione di lungo periodo e dunque senza prendere in considerazione le conseguenze future sulla raccolta fiscale. Il deputato Elemer Jakab (Most-Hid) è convinto che il governo in questo modo scoraggia le persone a trovarsi un lavoro dignitoso e, indirettamente, rilanciano l’economia sommersa.
(La Redazione)




















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