
Il quotidiano Sme ricorda in un articolo di ieri che i problemi rilevati nei progetti del Ministero dell’Ambiente slovacco che hanno utilizzato denaro dei fondi strutturali europei potrebbe costare al Paese una somma per ora stimata a 46 milioni di euro.
L’esperto di fondi strutturali Jan Rudolf ha detto al quotidiano che questo è il risultato della politica tenuta presso il Ministero dell’Ambiente, «dove i ministri sono stati cambiati molto spesso e che è stato addirittura abolito [come dicastero] per alcuni mesi». Rudolf ha detto di non ricordarsi un’altra multa così elevata applicata alla Slovacchia prima di questa.
La Commissione Europea ha fermato di somministrare denaro dai fondi strutturali dell’UE per i progetti ambientali slovacchi nel luglio 2011, in seguito al rinvenimento di alcuni errori materiali e condizioni non trasparenti nei contratti di appalto, la maggioranza dei quali sono stati lanciati durante il primo governo di Robert Fico (2006-2010). La Commissione inviò al Ministero dell’Ambiente una diffida formale e iniziò una verifica delle gare d’appalto passate, trovando che circa il 7% del denaro non era stato utilizzato in modo trasparente.
La somma della sanzione indicata ora dall’UE non è però necessariamente definitiva, ha detto al giornale Ingrid Ludvikova della Rappresentanza della CE in Slovacchia, in quanto ci sono ancora alcune aree che non sono state controllate.
Il denaro che dai riscontri risulterà speso per progetti non trasparenti dovrà essere restituito al bilancio dell’UE dal bilancio statale della Slovacchia, tranne che per alcuni casi nei quali saranno gli ideatori dei progetti ad essere multati.
Rudolf ha detto che secondo lui parte del denaro dovuto deve necessariamente essere spillato agli autori dei progetti se dai controlli emerge che questi sono responsabili degli errori commessi nella documentazione.
(Fonte Sme)





















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