
Agli sgoccioli del suo mandato da Primo Ministro, Iveta Radicova sembra volersi distinguere nel suo partito come persona pulita e moralizzatrice, nonostante il suo imminente ritiro dalla politica (anche se non pochi sospettano la sua volontà di correre alle presidenziali dell’anno prossimo).
La scorsa settimana la Premier ha stigmatizzato la gara ombrosa di appalto per la realizzazione del sistema di comunicazione mobile (Mokys) del Ministero della Difesa come uno scandalo che attraversa tutto lo spettro politico. Sabato il quotidiano Sme ha citato il Primo Ministro e Ministro della Difesa ad interim (SDKU-DS) definire il tender, che è costato 250 milioni finora, un “King Kong”, e non soltanto un “Gorilla”. Secondo il giornale, la Radicova aveva anche già presentato una denuncia penale sulla questione, citando la Radicova dire che la gara d’appalto è risultata sospetta fin dalal selezione del vincitore sotto l’allora Ministro della Difesa Juraj Liska (SDKU-DS) nel 2005. La commissione cambiò all’ultimo minuto le condizioni del bando di gara, chiedendo che il futuro fornitore si accolli anche la fornitura del supporto logistico al progetto. La BAE Systems vinse l’appalto, anche se un altro offerente aveva proposto un progetto per 33 milioni di euro in meno. La società vincitrice, però, non ha fornito alcun supporto logistico.
La Radicova ha gridato allo scandalo perché, oltre ad essere una spesa esorbitante e inutile, il sistema ha dimostrato di essere tutt’altro che perfetto con tutta una serie di guasti nel sistema stesso e nei veicoli in cui è stato installato. Secondo lei, uno dei problemi principali è che il sistema è stato originariamente pensato per guidare veicoli piccoli e molto mobili, ma le dimensione dei veicoli impiegati è aumentata, portando all’impossibilità per i grossi veicoli militari di muoversi in accordo con il sistema, che anche all’ultima correzione ha fallito la sua funzione. Si trattava, dice la Radicova, del terzo tentativo di farlo funzionare.
Dopo il contratto di appalto, più tardi vennero firmate alcune appendici dubbie, sotto i Ministri Martin Fedor (SDKU-DS), Frantisek Kasicky e Jaroslav Baska (entrambi Smer-DS). L’ultimo a sedersi sulla poltrona del Ministero, Lubomir Galko (Libertà e Solidarietà / SaS) aveva sospeso parte del progetto.
(Red)




















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