In tempo di crisi gli slovacchi possono rinunciare al cibo ma continuano a bere e fumare

Il 29% delle famiglie slovacche sono state in qualche modo direttamente colpite dai licenziamenti avvenuti nel 2010, e un terzo di loro ha ufficialmente segnalato un calo di reddito, si legge nel Transition Report 2011 elaborato dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e pubblicato da Postova Banka lunedì scorso. «Alla fine del 2010 la BERS ha contattato oltre 39.000 famiglie in 34 paesi, tra i quali 15 membri dell’UE. Di tutte le famiglie, un terzo ha ammesso un calo del reddito, e un sesto ha detto di aver avuto esperienza di prima mano con i licenziamenti», è scritto nel documento.

Il 57% delle famiglie sentite ha affermato di aver rinunciato alle vacanze per gli effetti della crisi. Quasi la metà ha anche ridotto l’acquisto di beni di lusso. «La crisi ha anche fatto sospendere a molti l’uso delle automobili. Fino al 41% delle famiglie slovacche hanno limitato l’uso dei loro veicoli a motore a causa della crisi», recita il materiale. La Slovacchia si è così trovata in cima alla lista dei paesi che hanno riscoperto modi alternativi di spostamento come, andando a piedi o utilizzando mezzi pubblici o altri mezzi alternativi.

Il documento, tuttavia, ha mostrato come rinunciare ai vizi si è dimostrato molto più difficile per gli slovacchi, dato che più della metà delle famiglie hanno scelto di acquistare meno pane, latte, alimenti di base o verdure ma non hanno ridotto il consumo di alcool e tabacco. D’altra parte, anche gli slovacchi non hanno però rinunciato alle spese per la loro salute. «Solo un ottavo delle famiglie slovacche ha frenato la spesa per l’assistenza sanitaria», si legge nel rapporto.

A parte la Slovacchia, i paesi che meno hanno rinunciato alle spese sanitarie sono gli sloveni, gli inglesi e i francesi che stanno in cima a questa lista. Mentre in Lettonia sono state registrate le maggiori riduzioni di spese per la salute.

Svezia, Gran Bretagna e Polonia sono invece i paesi che hanno introdotto il minor numero di misure di austerità per quanto riguarda la crisi.

(Fonte Bers)

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