Il Presidente chiede alla Premier di impedire la disaggregazione di Eustream

Il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic è convinto che la separazione giuridica della società Eustream dall’azienda madre Slovensky Plynarensky Priemysel (SPP) dovrebbe essere evitata. Ha chiesto a questo proposito al Primo Ministro uscente Iveta Radicova di fermare a tutti i costi l’operazione in una riunione tra i due avvenuta ieri. Oggi si tiene presso SPP un’assemblea generale straordinaria nella quale si dovrebbe decidere sul trasferimento di assets dell’utility del gas per 1,8 miliardi di euro al gestore dell’infrastruttura di transito del gas naturale Eustream, oggi controllata al 100% da SPP. Secondo il Presidente, se si decide per il trasferimento, il Paese «avrebbe perso il controllo sui beni del gestore della rete di trasmissione, che in tal modo sarebbero pienamente controllati dai soci stranieri», come ha sostenuto il portavoce del Presidente, Marek Trubac.

Il Ministro dell’Economia Juraj Miskov aveva assicurato che l’assemblea di oggi (convocata dai soci stranieri che hanno il 49% di SPP – E.ON Ruhrgas e GDF Suez) non avrà alcun effetto sull’ipotesi di trasferimento delle infrastrutture di trasmissione del gas naturale, le cui relative decisioni saranno prese soltanto dopo la formazione del nuovo Governo. L’assemblea, secondo Miskov, non avrebbe presupposti legali in quanto il socio di maggioranza (lo Stato tramite il Fondo di proprietà nazionale / FNM) non ha approvato l’istanza, che è però stata accolta dal management, controllato dai soci minoritari, e non parteciperà all’assemblea.

Eustream gestisce la rete di trasmissione del gas con capacità annua di oltre 90 miliardi di metri cubi. Ha iniziato la sua attività il 1° luglio 2006 come controllata di SPP, che le ha concesso le infrastrutture in leasing operativo.

Il trasferimento degli assets al gestore della struttura di transito del gas naturale a Eustream è tra le richieste della Commissione Europea connesse all’attuazione del terzo pacchetto di liberalizzazione del settore dell’energia sulla disaggregazione della produzione di gas e la sua fornitura, gestita dall’utility SPP. La direzione di quest’ultima, gestita dai soci tecnici di minoranza (GDF Suez e E.ON Ruhrgas), intendeva completare il processo entro il termine stabilito della fine di marzo. Il Governo ha però deciso il 22 febbraio di non dare il via libera al’operazione, per lo meno non prima che venga adottato il terzo pacchetto di liberalizzazione del settore energia, cosa non possibile ormai per il breve termine rimasto al Governo uscente e da rimandarsi al prossimo Esecutivo. Il ritardo nel processo di separazione, secondo il portavoce di SPP Peter Bednar, potrebbe influenzare negativamente il funzionamento di Eustream, così come le possibilità della società di partecipare a nuovi progetti nel contesto europeo.

Il Primo Ministro Iveta Radicova ha detto ieri che non ci può essere alcun trasferimento di attività da SPP ad Eustream, dopo che il Consiglio dei Ministri ha ingiunto un paio di settimane fa a tutti i rappresentanti dello Stato in SPP di votare per tale trasferimento. Inoltre, il Fondo di proprietà nazionale (FNM) non può partecipare all’assemblea straordinaria dell’8 marzo perché è attualmente senza presidente, invalidando dunque l’assemblea per mancanza di quorum. SPP decise di convocare l’assemblea già nel 2011, e la Radicova ha ammesso che due dei sette rappresentanti statali in quel momento votarono per la proposta.

Diverse le reazioni del mondo politico sulla questione. Il Partito Nazionale Slovacco (SNS) si è appellato alla Radicova «per evitare questo scandalo», mentre Smer, che aveva fatto pressioni sul Presidente Gasparovic, ancora ieri invitava il CdA di SPP ad annullare l’assemblea. «Se dovesse passare appena due giorni prima delle elezioni una decisione che priva la Slovacchia (azionista di maggioranza in SPP) del controllo delle sue risorse più preziose, non possiamo chiamare questo che una preparazione alla privatizzazione», aveva detto Fico ieri. Fico aveva anche accusato il Ministro dell’Economia Juraj Miskov (SaS) di aver acconsentito a questa farsa.

Miskov oggi ha chiesto le scuse a Fico, dicendo che ieri «mi ha accusato falsamente in pubblico di aver lavorato per trasferire l’infrastruttura del gasdotto di transito del gas naturale a Eustream, il che avrebbe dovuto avvenire oggi (giovedì) all’assemblea generale straordinaria». Ma l’assemblea, ha detto Miskov, è durata soltanto dieci minuti, dato che la mancata presenza dei rappresentanti dello Stato non ha permesso di raggiungere il quorum. Se Fico si scuserà, dimostrando così di essere un vero uomo, ha detto Miskov, lo inviterà per una Coca Cola, la stessa bevanda che Fico avrebbe richiesto nell’incontrare il rappresentante di Penta Jaroslav Hascak come riportato nel famigerato dossier Gorila.

(La Redazione)

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